Quando si parla di Vintage, molti di noi si mostrano ancora scettici. La truffa sembra sempre dietro l’angolo, e distinguere un capo o un oggetto autentico, di vero valore – ancora apprezzabile ed utilizzabile – da uno che non ha più niente da donare,  non è una procedura così automatica come sembra. Eppure i numeri parlano chiaro: una quantità smisurata di vestiti e articoli finiscono nel dimenticatoio o, peggio, cestinati, quando avrebbero ancora tanto tempo da vivere. A volte basterebbe dargli una ripulita o una pennellata di colore, per rimetterli a nuovo e dargli una seconda possibilità.

Vintag è un mercatino online, un’app, un’idea balzata fuori da un vecchio baule della nonna, e cresciuta grazie al passaparola e ad una community attiva, pronta a condividere dettagli, chicche e novità su questo universo così romantico, ricco e intrigante che è il vintage. Uno dei pochi che si può considerare davvero sostenibile e che dell’economia circolare ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Ne abbiamo parlato con Francesca Tonelli, fondatrice del marchio.

 

 Domanda imprescindibile: Come è nata l’idea di Vintag?

L’idea è nata nel 2015 quando, durante un trasloco, ho aperto un vecchio baule che apparteneva a mia nonna. Dentro ho trovato i suoi vestiti “della domenica”, gli abiti buoni e tutte le cose che lei aveva conservato con cura nel corso degli anni: scarpe, borse, gioielli, ma anche fotografie con immagini oramai sbiadite di vita famigliare.
Mossa da grande curiosità, mi sono messa a cercare e a studiare su internet i vecchi brand di vestiti, oggetti particolari che trovavo nelle sue foto. Mi sono accorta che mancava un luogo per comprare e vendere vintage autentico, ben diverso dal semplice secondhand. Era tutto mescolato in unico calderone e, invece di essere valorizzato, veniva sminuito perché magari nella stessa schermata trovavo un meraviglioso abito degli anni 50 accanto ad una t-shirt usata di qualche brand low-cost.
Ho capito quindi che poteva essere interessante radunare gli appassionati di vintage e chi acquistava online in una unica social shopping app in cui trovare vintage autentico.
A Luglio 2016 abbiamo fondato Vintag e a Giugno 2017 siamo andati online.

 

 Come funziona il progetto? Tutti possono prendervi parte?

Vintag è un marketplace, un mercatino virtuale in cui tutti (sia privati che negozi) possono vendere e comprare in totale autonomia.
Con una semplice registrazione è possibile navigare tra gli oltre 105 mila oggetti in vendita e interagire con più di 37 mila utenti. Infatti, oltre comprare e vendere, gli utenti amano condividere tra loro attraverso la chat di Vintag la propria passione per lo stile e la qualità dei tempi passati. Questi è lo spirito della community (presente anche su Facebook) che ci permette di continuare a crescere tramite il passaparola e senza avere ancora investito un centesimo in marketing.

Il termine “Vintage”, a volte, viene ancora visto come sinonimo di “vecchio”, complice forse il fatto che qualcuno si ostina a pensare che possa svuotare armadi e cantine e mettere in vendita qualsiasi cosa, senza criterio . Come riuscite a far fronte a questo problema e a diffondere il vero messaggio portato dal vintage?

Vintag ogni giorno racconta sui suoi canali, dal blog ai social, le stupende storie che si celano dietro un oggetto. Vintage è sinonimo di alta qualità dei materiali e della lavorazione, di autenticità, di charme e di valore che un oggetto acquisisce nel tempo per le sue doti di irriproducibilità con i medesimi elevati standard qualitativi.

Un oggetto vintage infatti è un oggetto che è stato realizzati con cura e passione e che continua a sopravvivere e trovare una collocazione anche dopo 20 anni.

Un oggetto vintage evoca ricordi e ha ancora parecchie storie da raccontare: penso sia un aspetto molto romantico e affascinante.

 

Nel momento che stiamo attraversando, in cui il Pianeta sembra continuamente chiederci una tregua, assume una grande importanza la riduzione degli sprechi. Donare una nuova vita all’usato, significa sicuramente dare un grosso contributo alla salute della nostra Terra. Quando avete creato Vintag, avete pensato anche a questo?

Noi riteniamo che niente sia più “green” del prolungare la durata di utilizzo e del dare una seconda possibilità a un oggetto che qualcun altro non usa più. Vintage è sinonimo di meno oggetti nuovi da produrre e dunque meno sprechi e inquinamento.

Inoltre abbiamo scelto di far “girare” Vintag sull‘unico Data Center Green a emissioni zero (certificato) del Sud Europa, che si trova in provincia di Bologna e che è stato creato da un gruppo di imprenditori che, come noi, credono nel valore della sostenibilità.

 

Una bella novità che vi riguarda è fortemente legata alla sostenibilità. La partnership con Carrera è fiorita da pochissimo. Ci racconti come è andata e in cosa consiste questa collaborazione?

Noi siamo felicissimi di questa collaborazione con Carrera Jeans, azienda iconica che ha fatto la storia del jeans Made in Italy.
Quando aziende così importanti come Carrera – ma anche The Bridge, ad esempio, che è stata la prima – scelgono Vintag, è un premio per tutti coloro che lavorano e credono in noi.
Vintag e Carrera Jeans hanno deciso di lavorare assieme creando un progetto che si basa sui valori condivisi di sostenibilità e promozione dell’economia circolare nella moda. Dal 2 settembre al 6 ottobre 2019 Carrera Jeans ha regalato un buono sconto del 20% per l’acquisto di un nuovo prodotto a chi ha acquistato o venduto un articolo prodotto dall’azienda di Verona sull’app Vintag. Un’iniziativa che sposa la moderna filosofia dell’Economia Circolare, basata sui concetti di riciclo e riuso.
Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa perché vediamo che anche le aziende hanno voglia di creare un cambiamento positivo nel settore della moda e del design, responsabilizzando i consumatori ed altro professionisti ad occuparsi di sostenibilità.

 Sul vostro blog, ogni giorno raccontate una storia diversa: è un’idea davvero originale! Dove trovate l’ispirazione per narrare ogni volta un contenuto inedito?

È la stessa community che ci chiede di approfondire certi argomenti e spesso sono gli stessi utenti che ci inviano un articolo di approfondimento scritto direttamente da loro.
Inoltre tutti gli oggetti pubblicati in app sono perenne fonte di ispirazione. E poi ci sono i ricordi personali legati a pubblicità, oggetti, vestiti… Insomma, le storie da raccontare sono davvero infinite! Anzi mi auguro che dopo questa intervista anche gli utenti di Greeda scarichino Vintag e ci raccontino le loro storie vintage.

 

 Vintag è sul sito, su Facebook, Instagram e YouTube