Ciò che subito mi è piaciuto di Teresa è stata la semplicità. Mi spiego meglio: vedo spesso profili che parlano di viaggi sostenibili ma altrettanto spesso dubito della loro veridicità. Viaggiare coinvolge per forza di cose un consumo di carburante, a partire da quello aereo, e un consumo di risorse. Come uomini, però, non ne possiamo fare a meno. Il viaggio stesso ci illumina, ci apre orizzonti, ci rende migliori. Per questo motivo, per me un viaggio sostenibile coinvolge una buona dose di rispetto e di umiltà nei confronti dei luoghi meravigliosi che andiamo a visitare. Rispetto verso la gente che si incontra, la loro cultura e la loro bellezza. Umiltà nei confronti degli spettacoli grandiosi che vedremo coi nostri occhi: ricordiamoci di entrare nelle foreste in silenzio, di toccare ogni cosa come se fosse sacra. In Teresa ho trovato tutto ciò. Enjoy!

Viaggiare in maniera sostenibile è complesso, soprattutto perché bisogna sapersi adattare.
Partiamo però dal principio: la valigia. Che consigli daresti a chi è in procinto di viaggiare per organizzare un bagaglio sostenibile?

Less is more. Quando prepariamo il nostro bagaglio dobbiamo ricordarci che ogni grammo è importante e che, soprattutto se amiamo viaggiare zaino in spalla, tutto ciò che mettiamo dentro lo porteremo con noi durante tutto il viaggio. Oltretutto, viaggiare leggeri non rappresenta un beneficio solo per noi ma anche per l’ambiente. Sembrerà banale ma, minore è il peso del nostro bagaglio e minori saranno i consumi di carburante che genereremo indipendentemente dal mezzo di trasporto che decideremo di usare (aereo-bus-treno o auto).

Ora che abbiamo capito di dover portare un terzo di ciò che avevamo pensato, capiamo meglio cosa mettere in valigia. Partiamo innanzitutto dai prodotti per la cura personale. Scegliamo sempre prodotti ecologici e biologici che non contengano sostanze inquinanti per l’ambiente (come tensioattivi, petrolati, parabeni, SLS, siliconi e solfati). Tra questi, cerchiamo sempre di prediligere i prodotti solidi ovvero privi di packaging plastico oppure quelli in materiali naturali come il bambù o il cotone che, oltre a ridurre i rifiuti generati, ci faranno viaggiare più leggere.

Non dimentichiamo mai la borraccia e una borsa in stoffa riutilizzabile che ci servirà per fare acquisti in giro senza richiedere le buste di plastica monouso. Infine, un ultimo suggerimento per le donne che ci leggono. Sostituiamo gli assorbenti monouso con quelli lavabili o, ancor meglio, con la fantastica coppetta mestruale. Vi assicuro che, con un bagaglio così, vi sentirete legger* in tutti i sensi 🙂

Teresa Agovino: Viaggio, incontro, sostengo

Te lo abbiamo già chiesto ma ci piace richiedertelo: il posto più bello che hai visitato e l’esperienza che più ti ha toccato 🙂

Domanda davvero difficile. Il mio “problema” è che quando viaggio amo tutto. Amo qualcosa per il semplice fatto che sono in viaggio. È come se la sola scoperta fosse di per sé eccezionale e sufficiente per farmi essere felice. E, forse, è proprio per questo che non riesco mai a scegliere il luogo più suggestivo o l’esperienza più emozionate. Mi sento grata alla vita per aver avuto la fortuna di vivere emozioni intense, di aver condiviso momenti autentici con la popolazione ed aver osservato la natura nelle sue innumerevoli forme. Ed ora, mentre provo a rivivere tutti i miei viaggi, ripenso ai trekking nella foresta pluviale del Sud Est Asiatico, alle sistemazioni homestay in Thailandia, agli animali in completa libertà nel cratere del Ngorongoro, allo snorkeling nella più grande riserva marina della Tanzania, ma, soprattutto, ripenso al viaggio in Laos. Ripenso alla foresta incontaminata, ai luoghi inesplorati e all’incanto della natura. Agli immensi sorrisi della gente del luogo, all’ospitalità ricevuta e all’ottimo cibo condiviso. Ripenso ai giochi con i bimbi dei villaggi, ai loro abbracci e alla disarmante semplicità. Attraversare lentamente l’intero Laos mi ha permesso di toccare con mano l’autenticità di un Paese ancora incontaminato. Un viaggio interiore, oltre che fisico, che difficilmente riuscirò a dimenticare. Un viaggio che, ancora una volta, mi ha fatto riscoprire la bellezza della semplicità.

Dall’ultimo post che hai pubblicato su Instagram abbiamo visto che stai organizzando una nuova esperienza. Vuoi darci qualche dettaglio o indizio?

Con grande piacere. Avrete già intuito che sono emozionatissima, non è vero? L’ho definito un progetto colorato alla scoperta di un popolo millenario. Ebbene sì, andrò in Sud America per trascorrere alcuni mesi con le comunità andine. Sarà un viaggio di scoperta ma anche di aiuto. Insieme ad un tour operator di turismo responsabile, abbiamo individuato 3 realtà locali che hanno maggiormente bisogno di un supporto tecnico-ingegneristico ed è proprio con loro che lavorerò. Come spesso accade nei paesi a Sud del mondo, la popolazione non ha accesso continuo all’acqua né all’elettricità. Questo, da un lato, costringe le comunità a centellinare la risorsa, sia idrica che elettrica, e, dall’altro, non consente loro di accogliere turisti offrendo le tipiche sistemazioni in famiglia (homestay).

Ciò che farò, sarà proprio supportare in maniera tecnica la popolazione nel percorso di efficientamento delle loro abitazioni sia dal punto di vista idrico ed energetico con una particolare attenzione alla sostenibilità. In questo modo, non soltanto gli permetteremo di vivere in condizioni migliori, ma anche di entrare nei circuiti di turismo responsabile dato che le loro case avranno gli standard minimi per l’accoglienza dei turisti. Se foste davanti a me in questo momento, potreste vedere i miei occhi sorridere mentre vi parlo di questo progetto. Sono emozionatissima alla sola idea di trascorrere dei mesi con le comunità locali, di scoprire la loro cultura e le loro tradizioni, di vivere con loro e, soprattutto, di essere utile a qualcuno. Questo progetto lo definirei felicità e, se vorrete, potrete farvi contagiare viaggiando con me attraverso i miei canali social @ViaggioIncontroSostengo. Pronte a partire con me?

Turismo sostenibile a favore delle comunità

Che cos’è Via Fair Travel e come ne fai parte?

Via Fair Travel è una piattaforma che mette in contatto i viaggiatori con le realtà locali per favorire un turismo responsabile e sostenibile in tutto il mondo. Spesso i viaggiatori pur desiderando vivere esperienze autentiche di viaggio non riescono a trovarle o, più semplicemente, hanno timore ad affidarsi al fai-da-te. Via Fair Travel interviene proprio in tal senso riducendo le distanze tra la popolazione locale e i viaggiatori che ricercano un contatto diretto con le comunità. Oltre alle attività gastronomiche, culturali ed artigianali offerte dalla popolazione, sulla piattaforma è possibile trovare esperienze di volontariato, eco-tours, homestays ed attività sportive tutte rigorosamente sostenibili sia in termini di impatti sull’ambiente che sulla collettività. Ogni volta che Dennis, il fondatore di Via Fair Travel, mi presenta una nuova realtà che entra a far parte di questa grande famiglia, si allunga la lista dei luoghi che desidero visitare e delle esperienze che mi piacerebbe fare. Ciò che amo di più sono i valori che accomunano ogni sua scelta: eticità, sostenibilità, rispetto per l’ambiente e per la popolazione. Ed è per questo che, quando mi ha proposto di essere Ambassador di questa bella realtà, non ho potuto assolutamente rifiutare.

Sorridi: stai viaggiando in maniera sostenibile! Teresa Agovino con Viaggio, incontro, sostengo

Questa domanda la lasciamo a te, ovvero: un messaggio importante che ti piacerebbe mandare a tutte le nostre/i nostri lettrici/lettori?

Il messaggio che desidero lasciare a ci sta leggendo è un messaggio di speranza e di tenacia. Un messaggio che ha il sapore di un augurio e che arriva direttamente dal cuore. Un messaggio che spero vi accompagni sempre e diventi un vero mantra per tutt* noi. “Vivete una vita in cui possiate riconoscervi. Una vita che vi appartenga appieno, che vi faccia sentire soddisfatti e che vi renda utili per una persona o per il mondo intero. Costruite una vita che amate e che vi doni entusiasmo. Abbandonate ogni sovrastruttura, superficialità ed andate dritti al cuore delle cose. Individuate lo scopo della vostra vita, quello che i giapponesi chiamano ikigai, e perseguitelo senza sosta. Vivete una vita di gratitudine e di profonda bellezza. Siate felici e perseguite sempre i vostri sogni.

E io ringrazio Teresa di cuore sia per la sua passione verso la sostenibilità che per questa intervista. È stato un grande piacere!