Ciò che più ci lega alla terra è probabilmente ciò che mangiamo da essa. Ogni boccone, ogni sapore ha una storia che arricchirà non solo il nostro corpo ma anche il nostro spirito. Ne sa qualcosa Silvia che ha deciso con Cucina in cambiamento di fare del cibo buono e sostenibile il suo mestiere diventando una specialista della “terapia alimentare”.

“Ho iniziato a studiare terapia alimentare per capire come potevo aiutarmi a guarire con il cibo. Sin da piccola mi sono creata una sorta di dipendenza dai dolci e alla fine a 36 anni mi sono ritrovata con a rischio diabete e la sindorme dell’ovaio policistico. Stavo parecchio male, prendevo farmaci ad ogni mestruazione ed ero sempre gonfia, con un ciclo di 14 giorni.

La terapia alimentare mi ha fatto capire bene l’effetto del cibo sul corpo e così negli anni sono nel tempo guarita. Ho iniziato ad evitare alcuni alimenti e a mangiare sopratutto cereali, verdure e legumi, seguendo gli stili di cottura più indicati per me e secondo il ritmo delle stagioni. 

Cucina in Cambiamento: Silvia Bianco

È stato un lungo ma fertile percorso di crescita umana e poi anche professionale perchè da quando ho cominciato a vedere che i miei valori rientravano, la tiroide andava a posto, il rischio diabete spariva assieme ai kili di troppo e al gonfiore, ho deciso che mi sarebbe piaciuto diffondere questo mio stile alimentare a tutti.

Al primo corso di cucina macrobiotica, vegan, bio e naturale che feci alla mia scuola 6 anni fa, La Sana gola di milano, mi innamorai subito di questo modo di cucinare. Ero super affascinata dal fatto che si potessero evitare tutti i prodotti fatti industrialmente e crearne di buonissimi con le proprie mani, con pochissimi ingredienti e super salutari.

Mi affascinava il ritorno alla natura, mangiare secondo il ritmo delle stagioni, scegliere i cereali e i legumi più adatti ad ogni ciclo stagionale insieme alle verdure. Ero stata colpita da come è importante per il corpo cambiare gli stili di cottura e che ce ne sono alcuni per rafforzare le ovaie, il sangue e altri per sciogliere accumuli. 
Adoravo riprendere una sapienza antica che con la cultura industriale del cibo era andata perduta. Soprattutto avevo recuperato l’importanza e la bellezza di cucinare per me

Prima era solo un comprare cose inmbustate metterle in una padella e cuocere, iniziavo con i biscotti a colazioni o le famose fette biscottate, non guardavo se le marmellate contenevano zuccheri, non leggevo le etichette, seguivo le mode pubblicitarie del momento mettendo nel carrello quello che al palato risulatava più gustoso e più veloce da preparare. Poi guardavo sempre alle vitamine, ai grammi e alla fine avevo perso il senso profondo e vero del nutrimento. 


Scarica il pdf della ricetta per i porridge yin e yang!


Stare ai fornelli, in cucina mi ha guarita, salvata, cambiata. È ora provo una infinita gioia quando mi accingo a cucinare perchè con la mia preperazione so che andrò a creare un determinato effetto su ogni parte di me, a seconda della cottura e degli ingredienti che scelgo so che il mio piatto avrà un effetto diverso. 

Per esempio, se al mattino devo scrivere una neswletter o il mio libro, ho bisogno di avere tutte le energie a livello mentale e lo stomaco e l’intestino e il fegato devono lavorare poco, così scelgo una buona zuppa di miso. Faccio una colazione salata perchè se si fa un lavoro intelletuale serve concetrazione: il cibo salato ha energia yang ovvero centripeta, che aiuta proprio la concetrazione – ovvio non deve essere un pezzo di salame, ma un cibo salato che abbia un profondo equilibrio! 🙂 

Invece se vado a fare il master per insegnanti di yoga e so che farò yoga per 6 ore, inizio la mia giornata con un buon porridge ovvero con una crema di cereali cotti con frutta e zuccheri naturali in modo da avere energia tutto il giorno e non avere buchi alla stomaco o sbalzi glicemici. 

Negli anni, durante il mio lavoro di consulente alimentare, mi sono imbattuta nello stesso problema coi miei clienti: le persone dopo un po’ si annoiavano a mangiare sempre nello stesso modo, spesso tornavano da me disperati dicendo “sono stufa della solita crema di riso” oppure mi dicevano che non riuscivano ad organizzarsi. Così ho inventato il primo e unico programma alimentare per accompagnare le persone che vogliono migliorare le proprie abitudini e cominciare a stare meglio. Per loro creo ricette mirate che seguono gli stili di cottura e gli ingredienti di stagione, i principi energetici dell’energia del cibo e della medicina tradizionale cinese.

Cucina salutare per sentirsi bene con se stessi

Le ricette del mio menù si ispirano a scelte macro che si rifanno al principio unificatore che permea tutto l’universo yin e yang: si rifanno a scelte bio per esprimere la necesità di produrre e mangiare senza inquinare e a scelte vegan per esprimere il valore di un modo di mangiare che crea meno sofferenza possibile. Diciamo che il menù vuole aiutare le persone a ridurre il consumo di cibo animale imparando ad utilizzare in modo divertente cereali, verdure e legumi. Queste scelte a cui si ispira il mio programma non sono proprio a caso e rispondono ai problemi di degrado ambientale, fame e violenza nel mondo, dipendenza dal petrolio, maltrattamento e sofferenza degli animali, salute individuale e collettiva e quindi elevati costi della sanità.

Ho sempre respirato un sogno nella mia scuola: il sogno che nasca un homo pacificus, un uomo che vive in armonia con se stesso, con gli altri esseri umani e con la terra a partire dalle sue scelte alimentari. Questo era il sogno di uno dei grandi fondatori della macrobiotica Michio Kushi e del mio professore Martin Halsey. Ora è anche mio. 

Pian piano il mio sogno si sta realizzando, con le mamme sensibili che si abbonano e decidono di nutrire i loro piccoli cuccioli di homo pacificus con dolci naturali e ricette colorate di cereali, verdure e legumi. Così l’ecosostenibilità non è più una parola ma un fatto concreto che ognuno di noi può mettere in pratica: dal primo pasto della mattina quando il sole sorge, al pasto quando il sole è alto in cielo fino all’ultimo quando il sole cala.”

Silvia Bianco & Greeda