Quando abbiamo iniziato questo progetto siamo partite subito alla ricerca di donne che avessero delle idee ecosostenibili davvero interessanti, idee che avevano l’assoluto bisogno di essere raccontate, diffuse o come diremmo noi, “greedate” a tutte quante. Una di queste storie ha come protagonista Alessandra e la sua idea di prendere una valigia, riempirla di coraggio e passione, e partire.

Iniziando la sua avventura da Verona, Alessandra ha deciso di percorrere il nostro stivale per andare a conoscere quelle persone che hanno dato una svolta alla propria vita per riallacciare un legame più vivo con la terra stessa: eco-villaggi, comunità, fattorie biologiche o famiglie che provano a sganciarsi dal sistema consumistico attraverso l’autoproduzione di cibo e l’autosufficienza energetica.

Il turismo ecologico di Sostenibile per me

Qui sotto l’intervista che abbiamo fatto alla nostra Alessandra!


La domanda che ti avranno fatto tutti: Perché hai deciso di partire?

Ci sono tante motivazioni dietro questa mia decisione (ogni giorno ne scopro una nuova). Sicuramente la più forte di tutte, quella che mi ha spinto il “cuore oltre l’ostacolo” è legata al desiderio di ritrovarmi. “Lavoravo- guadagnavo-spendevo” in maniera quasi compulsiva, automatica, senza consapevolezza, accumulando dentro di me tutta una serie di “vuoti a perdere” alienanti. Allontanandomi dalla mia vera natura, mi ero persa. Quale modo migliore dunque per ritrovarsi, se non avvicinarsi alla Natura? Da qui l’idea di partire ed andare ad incontrare di persona coloro che hanno sentito prima di me questa spinta e son passati dal desiderio all’azione. La consapevolezza che il mio attuale stile di vita non fosse più sostenibile per me, mi ha spinto a mettermi in moto e andare a conoscere di persona chi è riuscito a passare dalla teoria ai fatti.


La domanda dei più curiosi: Quale sarà la tua prossima tappa?

Andrò ad Urupia, una comune libertaria nel Salento fondata nel 1995 da un gruppo di persone che han deciso di condividere il proprio tempo e le proprie energie in un progetto di vita insieme fondato sui principi dell’assenza di proprietà privata, unanimità delle decisioni e autoproduzione dei beni (dal cibo alle energie). Da tre anni hanno avviato anche un interessante progetto di scuola libertaria aperto a tutta la comunità locale che sta riscuotendo un grande successo al punto che vengono da ogni parte d’Italia per studiarne la fattibilità. Sono molto curiosa quindi di andare a conoscerli di persona per capire come hanno fatto ad avviare una simile impresa, ma soprattutto come fanno ad affrontare le criticità che sicuramente comporta.


Alessandra al Bosco Falconeria Azienda biologica.

La domanda di noi sognatrici: La cosa che fino ad ora ti ha emozionato di più!

La fiducia. Ho ricevuto, gustato e beneficiato di una tale dose di fiducia incondizionata da parte delle persone incontrate, che mi pare di aver ricaricato le batterie del cuore da qui a cent’anni. Come direbbe Lorenzo Cherubini: “Che il cuore sia un muscolo involontario è vero fino a un certo punto”. Vivere a stretto contatto per giorni, settimane, con le famiglie che mi hanno ospitato in questi mesi di wwoofing (la rete internazionale che ti consente di vivere la ruralità in prima persona) è stato come immergermi nelle loro vite e assaporarne l’essenza.


La domanda trabocchetto: La cosa più strana che ti è capitata?

Sicuramente c’è da dire che l’ordinarietà ha lasciato il posto alla “stra-ordinarietà” da quando son partita e non c’è giorno che non mi accada una cosa “strana”. Mi sento nel flusso delle cose, mi accadono continuamente grandi coincidenze, spesso mi ritrovo “nel posto giusto al momento giusto”, vivo con più leggerezza e fluidità anche gli imprevisti, le delusioni, le cose storte.

Come se tutto, il bello e brutto oggi fosse un insieme di combinazioni perfette disegnate da una mano esperta… Uh, aspetta, c’è una cosa strana più che capitata, fatta: partecipare alla preparazione di un rimedio biodinamico. Mischiare in un pentolone enorme (tipo qualcosa come 50 litri d’acqua) del letame (precedentemente fatto riposare in un corno per 6 mesi) creando dei vortici e dei contro-vortici (quando sentivi dentro che era il momento giusto di girare marcia) per 60 minuti esatti (e poi andare per vigne subito prima che il sole tramontasse a spruzzarlo su).

Vi assicuro che è stata un’esperienza fuori dal comune! Mi sono sentita mezza-strega/ mezza alchimista, che ridere. (QUI trovate il video dell’esperienza!).


L’ultimissima: Cosa consigli alle future eco-viaggiatrici?

Di ascoltare bene il proprio cuore/la pancia/l’istinto: quando non senti di andare o rimanere in un luogo, non forzare la mano.
Partire quando si è veramente pronti e desiderosi di incontrare l’altro: altrimenti meglio fermarsi un pochino – rimanere qualche giorno da soli e poi ripartire.

Osservare tutto ciò che ti accade intorno: ogni singola persona, canzone, libro, animale incontrato è lì per lasciarti qualcosa, sta a te aprire la mano.

Infine, ma forse è il primo suggerimento che mi sento di dare: fare uno zaino leggero quando parti- perché tanto quello che ti manca lo troverai lungo il cammino e poi se ti lasci sempre dello spazio in più hai anche più possibilità di accogliere le cose nuove che ti doneranno lungo la strada (e ti assicuro che ne sono tante)!

Per tutto il resto, scrivete, contattate e seguite il blog: www.sostenibileperme.it .
E non c’è più bella conclusione di questa.

Grazie di cuore, Alessandra & Greeda

P.s= Se la storia di Alessandra via ha conquistati, allora potete leggervi anche l’intervista di Selene Cassetta sul suo blog viaggiosostenibile.com !