Quando guardate fuori dal finestrino di un treno in corsa e vedete panorami bellissimi, non vi cade spesso l’occhio sulle geometrie perfette dei luoghi che passano davanti ai vostri occhi? Oppure se alzate il naso all’insù e il cielo è ricolmo di stelle, non viene spontaneo rimanere estasiate dalla trama di puntini luminosi che vi accoglie?

L’armoniosa complessità delle geometrie che ci circondano quotidianamente è ciò che ha ispirato Chiara e Mariangela a iniziare un nuovo progetto di moda etica e sostenibile. Un progetto che nasce da una fortissima passione per questo settore e dall’intenzione di voler raccontare una storia fatta sì di moda ma anche di agricoltura, uomo e natura. Chiara e Mariangela si sono incontrate online e hanno iniziato questa avventura praticamente senza conoscersi, ma ora che vi abbiamo incuriosit* lasciamo a loro la parola e il racconto…

Semina: progetto di moda etica a Roma

Come nasce l’idea dietro la creazione delle vostra collezione intitolata “Semina”? Che cosa rappresenta e cosa volete raccontare con essa?

SEMINA nasce dall’incontro di due persone, Chiara e Mariangela, e dei rispettivi mondi. Due visioni, una dallo spazio e una addentrata nel contesto urbano che si uniscono in un unico progetto.

Le immagini satellitari del pianeta Terra si intrecciano ad un modo di vivere versatile e sostenibile ispirato al dinamismo della città; così nasce una linea di capi componibili caratterizzata da grafiche di immense distese agricole e da un processo produttivo sostenibile.

Questa collezione vuole raccontare di un parallelismo tra moda e agricoltura, tra uomo e natura.

Prima fonte di ispirazione per la collezione sono state le geometrie – visibili da satellite – disegnate dall’uomo sul paesaggio naturale nel trasformarlo ad uso agricolo. Abbiamo trovato incredibile quanto le diverse forme geometriche e i diversi fattori di scala potessero raccontare della storia (agricola ed ambientale, ma anche culturale) di aree a diverse latitudini e longitudini. 

La diversità agricola è diventata ispiratrice non soltanto della grafica che si traduce in incisioni laser su tessuto e in stampe digitali, ma è filo conduttore nella selezione della varietà di fibre tessili utilizzate e nella modularità stessa dei modelli, che possono essere personalizzati secondo i propri gusti.

La collezione dunque rappresenta la ricchezza insita nella diversità (ecologica, culturale, individuale) e propone allo stesso tempo piccoli spunti di riflessione sui nostri comportamenti e le nostre scelte quotidiane.

Colleziona di moda sostenibile Semina

Quali sono gli aspetti sostenibili coinvolti nella creazione di questi capi? 

La sostenibilità è la “stella polare” che ci guida e si declina in vari fattori:

  • nel già citato design dei modelli, modulare e versatile, caratterizzato da linee pulite e comode, per un eleganza ed un utilizzo svincolati dal tempo
  • nella scelta dei tessuti (variegate le fibre, che vanno dai più comuni cotone bio e bambù`, alla fibra di latte ottenuta dagli scarti di produzione, al crabyon da scarti di gusci di crostacei, alla menta e all’apocynum, che sono piante dai molteplici utilizzi, alla lana rigenerata)
  • nelle tecnologie decorative, che includono la stampa digitale e l’incisione laser (entrambe caratterizzate da un impatto ambientale molto più ridotto di tecniche tradizionali più diffuse) 
  • nella catena di produzione, che dalla produzione del tessuto alla confezione del capo, resta interamente in Italia, con un utilizzo estremamente ridotto dei trasporti
  • nella scelta di piccoli laboratori locali per le varie fasi della produzione

La collezione è personalizzabile e si possono scegliere diverse combinazioni. Qual è la vostra preferita?

Una domanda difficile perché il bello della collezione è proprio nel poter modificare la combinazione secondo il momento della giornata e il contesto. Se proprio devo sceglierne una, io (Mariangela), ammetto di amare particolarmente l’abito nero in bambù e menta con il pannello BOLIVIA in tonalità di blu ispirate a quelle del cavolo nero. Trovo la combinazione nero-blu estremamente elegante, e poi, una volta indossato, la piacevolezza del tessuto sulla pelle e la fluidità delle linee sono qualcosa di cui non si vuole più fare a meno! 

Io (Chiara) ho adorato fin da subito il pannello POLONIA lungo, una grafica molto particolare abbinata al colore viola del cavolo riccio, e lo applicherei al pantalone.

Quali sono i sogni nel cassetto che avete per questo progetto? Cosa vi piacerebbe realizzare in futuro?

Nel futuro più prossimo l’ambizione è quella di condividere il messaggio di SEMINA con il maggior numero di persone possibile… non è impresa facile, i contenuti sono tanti e noi tutti non siamo particolarmente abituati a soffermarci davanti ad un capo di abbigliamento oltre l’aspetto più puramente estetico e funzionale. Eppure vestirsi è un gesto quotidiano che richiede, a nostro avviso, maggiori consapevolezza e responsabilità.

Per un futuro più a lungo raggio, visto che quella di SEMINA è una collaborazione tra due brand (@earthncycle e @biclot), ci auguriamo che ci sia spazio per nuovi progetti assieme. Pur non conoscendoci affatto, siamo state capaci di raggiungere questi risultati in tempi brevissimi (in soli tre mesi dal primo contatto online ad una collezione – sia pur di piccola tiratura – completa e pronta da condividere) e l’interazione tra noi è davvero incredibilmente semplice, proficua e divertente! Le idee non mancano di certo…

Curios*? Scoprite di più seguendo Mariangela e Chiara su Instagram

@biclotdesign

@earthncycle