Cashmere rigenerato e magliette con cotone realizzato da plastica usata. Eccovi la moda sostenibile di Rifò

Al giorno d’oggi le alternative alla fast fashion sono molte: la moda etica sta infatti spopolando anche tra quei brand accusati di eccessivo consumismo e sfruttamento. Si potrebbe, per esempio, acquistare una maglietta in cotone organico o una borsa realizzata con fibre biologiche piuttosto che lasciarsi attrarre dall’abbigliamento a bassissimo prezzo, contrario ad ogni principio di ecosostenibilità.

Ciononostante, produrre vestiti in cotone biologico non è la soluzione finale. Per affrontare davvero il problema dell’eccessiva produzione di vestiti e le conseguenti difficoltà nel loro smaltimento, bisogna cambiare totalmente mentalità e puntare su una produzione circolare. Cosa vogliamo dire? Stiamo parlando di un processo di realizzazione dove la materia prima dei nostri vestiti viene riciclata da fibre tessili recuperate da vestiti usati o prodotti da altri materiali come la plastica. Impossibile? Assolutamente no, perché le realtà capaci di produrre seguendo un’economia circolare esistono e sono gli esempi a cui dobbiamo puntare.

Eccovi dunque la nostra intervista ad una di queste fantastiche realtà: Rifò, un’azienda di Prato principalmente basata sul riciclo di lana cashmere usata.

Come è nata la brillante idea di dare vita a Rifò?

Rifò nasce dalla recente esperienza di lavoro in Vietnam di Niccolò, dove ha realizzato con i suoi occhi il problema della sovrapproduzione che grava sul settore dell’abbigliamento. Le strade di Hanoi sono piene di negozi dal nome “Made in Vietnam” che vendono tutti capi di abbigliamento prodotti in Vietnam, esportati in Occidente, non venduti in Europa e rispediti in Vietnam per non abbassare i prezzi del mercato occidentale. Una volta non venduti, questi indumenti vengono direttamente gettati in discarica o in un inceneritore. Nell’industria tessile si produce molto di più di quanto venga consumato. Alla luce di queste informazioni, a Niccolò è venuto in mente di riprendere una tradizione pratese, quella del rigenerare tessuti, utilizzare tutti i vestiti che vengono buttati via per rifarci un nuovo filato.

Rifò: azienda produttrice di abbigliamento riciclando cashmere

Nel 2015, il documentario “The True Cost” ha iniziato ad aprire gli occhi sui metodi non etici utilizzati dalla fast fashion e ha smosso un po’ le acque verso la giusta direzione. Molte delle ragazze che seguiamo hanno identificato questo documentario come di grande ispirazione per loro e per le loro scelte di abbigliamento etico e responsabile. Invece, cosa è stato per voi d’ispirazione per intraprendere questo percorso di moda sostenibile e di amore per l’ambiente?

Per noi è stato soprattutto vedere con i nostri occhi in Vietnam quanti capi di abbigliamento vengono non venduti o non utilizzati e poi portati in discarica o in un inceneritore. Sicuramente “The True cost” apre gli occhi su un settore che per molti anni è stato trascurato dal lato ambientale e ci ha aiutato a riflettere su alcune tematiche connesse alla moda etica.

Rifò si basa sull’economia circolare che è un concetto tanto bello quanto, probabilmente, ancora sconosciuto ai più. Oltre al cashmere rigenerato e alle bottigliette di plastica, ci sono altri materiali che possono essere riutilizzati per produrre nuovi campi d’abbigliamento?

Sicuramente il cotone, anche se ha dei limiti tecnici in quanto la sua fibra è corta e riciclando diventa più corta, risultando debole e non resistente, per questo usiamo il polietilene dalle bottigliette di plastica per rafforzarla. Altri materiali possono essere: nylon riciclato dalle reti da pesca, cupro riciclato o anche viscosa riciclata (per le fibre celluloidi).

Dalla plastica una maglietta: come riciclare

Che consiglio dareste a chi ha voglia di sviluppare il proprio progetto eco-sostenibile? Avete per Rifò delle novità future o dei sogni nel cassetto?

Di non sottovalutare l’importanza del design e del prezzo: fare un prodotto eco-sostenibile è importante ma allo stesso tempo deve stare nel mercato e per questo sia la linea estetica che il prezzo competitivo sono fondamentali. Ci piacerebbe estendere il nostro servizio di raccolta ad altri paesi e allargarlo ad altre fibre come il cotone.

Inoltre, per ogni acquisto online Rifò devolve 2€ a una associazione di vostra scelta tra:

  • Legambiente Prato e il suo progetto “Rifugio” che ospita scuole e organizza campi estivi, svolgendo un ruolo fondamentale nell’attività didattica e formativa dei ragazzi;
  • Onlus Ami Prato che sostiene l’allattamento al seno anche in aree pubbliche;
  • Santa Rita Fondazione Onlus che aiuta ragazzi provenienti da situazioni di disagio socio-familiare grazie ad una esperienza educativa in barca a vela.

Eccovi i contatti di Rifò:

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