Quando a Gennaio ho corso la Green Round, terza tappa della Virtual Charity Race organizzata da Runcard in collaborazione con Infront (FIDAL), tra le tante associazioni che si potevano sostenere, ho trovato RECUP. Era la prima volta che la sentivo nominare, eppure mi è bastato aprire il sito per sceglierla, senza esitare un attimo in più.

RECUP promuove la lotta allo spreco, l’importanza del riciclo e la cultura della solidarietà, agendo principalmente all’interno dei mercati. In che modo? Recupera il cibo prima che venga gettato via, salva ciò che si può salvare e gli dà una seconda possibilità. Sì, proprio quella che in genere facciamo fatica a vedere, perché buttare sembra sempre la via più semplice.

Il lavoro viene svolto da volontari di tutte le età, nazionalità, estrazione sociale, e l’incontro tra cittadini – che, senza questa esperienza, non si sarebbero mai potuti conoscere – è il perno su cui ruota l’intera attività dell’associazione. Già, perché queste persone sono anche quelle che diventeranno poi le stesse beneficiarie del cibo recuperato, innescando uno speciale meccanismo di collaborazione, che dello scambio e dei princìpi di sostegno e interculturalità ha fatto punto di forza.

Non si parla di assistenzialismo, ma di comunità, umanità, aiuto reciproco.

Recup Milano: Associazione recupero cibo

Un’iniziativa che andrebbe esportata ovunque, in ognuna delle nostre piccole realtà locali: «Recuperare cibo ci permette di recuperare anche anime», dicono scherzando i ragazzi di RECUP. La ricetta perfetta per la creazione di un mondo migliore, capace di fondere persone e Pianeta in un unico grande abbraccio.

Com’è nata l’idea di RECUP?

Il nostro progetto si fonda su i nostri due pilastri: combattere lo spreco alimentare e favorire
l’inclusione sociale
. L’attività che svolgiamo nei mercati settimanali consiste nel recuperare dai
commercianti cassette di cibo che andrebbe buttato perché troppo maturo, danneggiato o in
esubero. A metà mercato allestiamo un banchetto, in cui come prima cosa dividiamo il cibo ancora
commestibile da quello che non lo è più e successivamente lo distribuiamo alle persone che
vengono a trovarci al nostro banchetto. Il processo si fonda sulla collaborazione tra volontari e
beneficiari, è un lavoro di squadra.

Quanto è importante la lotta allo spreco alimentare? Ci sono delle realtà in cui assistete ad un maggiore sperpero di beni ancora utilizzabili? E quali sono i prodotti più a rischio?

Oggi più che mai, la lotta allo spreco alimentare pensiamo debba essere al centro del dibattito
pubblico. Lo spreco alimentare ha dei risvolti non solo etici ed economici, ma ha anche un grosso
impatto sull’inquinamento globale se pensiamo che è responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di
gas serra emessi nell’atmosfera
.
Il prodotto che viene donato in maggiore quantità è la banana, e per questo motivo è diventata il
nostro simbolo distintivo presente anche nel nostro logo.

Svolgete anche dei laboratori all’interno delle scuole. Donare nuove consapevolezze a quelli che saranno gli adulti del futuro significa consegnare il Pianeta a chi sarà davvero in grado di prendersene cura. Quali sono le risposte che ottenete dal meraviglioso mondo dei bambini?

Organizziamo laboratori ludico/creativi sia all’interno di scuole che ad eventi.
Il nostro obiettivo è di sensibilizzare i bambini sul tema dello spreco di risorse, in particolare di
quelle alimentari. Il laboratorio fa riflettere sull’uso non convenzionale dei materiali.
Nessuno dei partecipanti si aspetta che dal cavolo si possa ottenere il blu o dalla buccia di cipolla il
giallo. Il nostro scopo è di far pensare in modo attivo le generazioni future, il concetto chiave è
“fare da sé”, un pensiero che scardina il concetto di comodità.
I nostri pennelli sono dei rametti, i colori sono estratti da alimenti non edibili, la carta è lo scarto di
produzione di aziende, i barattoli che contengono i colori sono quelli delle marmellate, ecc… I
bambini hanno grande immaginazione e le reazioni sono di grande stupore e meraviglia.
Apprendono subito e sono in grado di avere un pensiero laterale sulle risorse che li circondano. Il
riscontro è sempre positivo, e siamo certi che i laboratori lascino ai bambini un’esperienza
formativa e di crescita, un nuovo pensiero, attraverso il gioco, applicabile per qualsiasi risorsa del
nostro pianeta.

Per ora lavorate solo a Milano. Avete mai pensato ad esportare la vostra idea anche in altre città? Avete progetti per il futuro?

Da poche settimane siamo sbarcati su Roma e per ora siamo operativi solo al mercato coperto
Ostiense, ma stiamo cercando di far rete per diventare ancora più operativi anche nella capitale.
Da ottobre scorso invece siamo costantemente presenti al mercato di Busto Arsizio in provincia di
Varese con un gruppo di persone locali che recupera e distribuisce gratuitamente il cibo. L’attività
di Recup è perfettamente esportabile in ogni città
che abbia almeno un mercato allo scoperto e
con a disposizione 3 o 4 persone con un paio di ore disponibili a settimana. Inoltre lanciamo a
maggio un crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso per affittare uno spazio di
stoccaggio cibo recuperato e far partire la prima collaborazione di trasformazione di frutta e
verdura con un partner.

Contro lo spreco del cibo: Recup Food Waste Italia

C’è un modo per collaborare con voi o sostenervi, magari anche a distanza?

Collaborare con noi è molto semplice: sul nostro sito associazionerecup.org nella sezione
“Vuoi aiutarci?” si trovano tutte le informazione per entrare a far parte del nostro mondo. Oppure
potete scriverci direttamente su Facebook o Instagram al profilo @recup_milano. È possibile
sostenerci anche a distanza tramite una donazione sempre sul nostro sito.

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