“Period. End of sentence” e il tabù delle mestruazioni

Il sangue è antico come la terra, è la linfa che scorre nei nostri corpi e che ci identifica. Eppure c’è ancora una parola che fatica ad uscire dalle nostre bocche. Anche noi donne, che ben la conosciamo, facciamo spesso fatica a pronunciarla. Non vi nascondo che nello scrivere questa recensione cinematografica, tentenno ad imprimerla a caratteri digitali. Però devo farlo e devo doverosamente dedicarle uno spazio tutto suo:

Mestruazioni

Ecco, l’ho scritto. Si potrebbe provare ad urlarlo per strada davanti a qualche passante per vedere l’espressione sbalordita sul suo viso. E si potrebbe anche ragionare assieme a lui sul perché questa parola fa così tanta paura, perché questo mondo che corre anni luce verso il futuro si blocca tremante davanti ad un semplice dato di fatto: le donne, una volta al mese, perdono sangue dalla propria vagina.

Bene, ora che ho aggiunto un’altra parola tabù e ho probabilmente scioccato qualche lettore poco intrepido posso finalmente parlarvi del documentario diretto da Rayka ZehtabchiPeriod. End of Sentence“. Nato dall’idea di un gruppo di studenti, professori e genitori di una scuola superiore Californiana, questo cortometraggio è stato finanziato grazie a piattaforme di crowfunding e da lì ha fatto tanta strada fino a vincere l’Oscar nel 2019. La storia principale si sviluppa attorno ad un gruppo di donne proveniente da un’area rurale a 60 km da Delhi e in cui l’emancipazione femminile sta cercando di farsi spazio piano piano tra le fessure della grande muraglia che la struttura patriarcale compone.

Le donne indiane contro il tabù delle mestruazioni

Il tabù delle mestruazioni in India è potentissimo: alle donne è vietato pregare nei templi quando hanno il ciclo e molte di loro utilizzano pezzi di stoffa trovati per caso e spesso sporchi per proteggere i vestiti ed evitare che gli uomini le osservino o che vengano derise. Gli uomini, poi, sono all’oscuro di questo fenomeno e per alcuni si tratta di una vera e propria malattia esclusivamente femminile. Non c’è però da stupirsi: mi ricordo ancora di mia nonna che spesso mi diceva di non toccare le piante quando avevo le mie “cose” perché potevano morire. Dunque, se questo capitava in un piccolo paesino lombardo a inizio degli anni duemila, immaginatevi i miti e le credenze che circondano le popolazioni di paesi meno avanzati del nostro.

Nessun donna è impura durante le mestruazioni. Punto.

L’esperienza delle mestruazioni non è piacevole, diciamolo forte e chiaro. Nessun donna è felice quando arriva quel momento e i motivi sono svariati. Dolori ovunque, mal di testa, mal di schiena e risvegli inaspettati al mattino. L’assorbente che si sposta e sporca tutto, il tampone che irrita e la coppetta che va messa ma non si sa come. Gli assorbenti lavabili che sono sì una soluzione sostenibile ma che vanno lavati e spesso quella macchia persiste inesorabilmente. Avere le mestruazioni è FATICOSO.

Voglio però che con questa recensione un po’ fuori dagli schemi, avere le mestruazioni diventi un superpotere. Per le donne protagonista di “Period. End of sentence” un po’ lo è. Grazie infatti all’invenzione di un signore di nome Arunachalam Muruganantham, le donne di Hapur possono realizzare assorbenti biodegradabili e poco costosi ricavati da risorse locali. In questo modo possono produrre un bene necessario al loro benessero fisico che permetta loro di continuare gli studi e guadagnare qualche soldo. Badate bene però che qui non si intende guadagnare soldi per proseguire gli studi: molte ragazze sono infatti costrette ad abbandonare la scuola proprio a causa delle mestruazioni e all’impossibilità di cambiarsi o proteggersi da imbarazzo, fastidio e infenzioni.

Assorbenti Fly: Period End of Sentence

Nasce così thepadproject.org volto a diffondere questa invenzione e a permettere a più donne in più villaggi di avere assorbenti low cost pronti a proteggerle e una fonte di guadagno pronta ad emanciparle. Questo è il motivo principale per cui questo cortometraggio mi è piaciuto, perché autoprodurre assorbenti sta dando speranza a molte donne indiane.

Concludo con la mia ultima impressione. Ogni documentario ha la funzione di farci pensare e di farci scoprire cose nuove, totalmente lontane dalla nostra piccola comfort zone. “Period. End of Sentence” in qualche modo ci riesce. Mentre guardavo le donne produrre gli assorbenti teoricamente biodegradabili pensavo che non era sicuramente la soluzione più ecologica o comunque non finale del problema. Ma poi ci ho ragionato su: se ognuna di queste donne avesse una coppetta, dove la bollirebbe? Dove andrebbe a cambiarla e come farebbe a sciacquarla in maniera pratica e veloce? Se avesse degli assorbenti riutilizzabili, dove andrebbe a lavarli? C’è un luogo dove gli uomini non le guardarebbero male?

Per me che sono una persona fortunatissima, basta una coppetta che bollo tranquillamente nel mio microonde di casa senza troppi problemi e che cambio anche nel bagno del mio ufficio dove trovo tutto: sapone, bidet e carta in caso di emergenza. La sostenibilità e l’ecologia molto spesso sono un bene di lusso. Gli assorbenti sono loro stessi un bene di lusso. Ma non deve essere così. Punto. Fine del discorso.

Link utili e altri progetti interessanti

 

Link al documentario su Netflix

 

Ecofemme: progetto indiano di realizzazione di assorbenti in stoffa ecologici