In seguito ai recenti sviluppi sull’allarmante situazione climatica globale, sentiamo parlare sempre più frequentemente di ecologia, ambientalismo e di rifiuti. È bellissimo sapere che questo “boom” di notizie sull’ambiente stia risvegliando la nostra consapevolezza ormai intorpidita da anni di bottiglie e piatti di plastica usa e getta. Per questo, sono sempre di più le persone che decidono di ridurre la loro “impronta ecologica” non comprando più plastica e limitando il più possibile l’utilizzo di tutti quei prodotti destinati a rimanere per anni nelle discariche delle nostre città. Di certo eliminare la plastica dalla propria vita è un passo fondamentale. Ma è davvero questo il giusto punto di partenza per uno stile di vita più “green”?

Secondo alcuni dati, no. Stando ai numeri sembra infatti che la prima cosa che dovremmo fare per salvaguardare il nostro ecosistema e proteggere la nostra casa, sia modificare proprio le nostre abitudini alimentari. In primis abbandonando il consumo di carne e latticini. I dati ci suggeriscono che il 15% delle emissioni di gas serra a livello globale sono causate proprio dagli allevamenti intensivi di bestiame destinato al macello (contro il 13% causato dai mezzi di trasporto).

Il settore zootecnico da solo è responsabile dell’emissione di 7,1 gigatonnellate di anidride carbonica ogni anno. Ma non solo, si parla anche di un’importante spreco di beni preziosi come l’acqua. Si stima infatti che per ricavare un solo hamburger di manzo, siano necessari 2498,37 litri di acqua, la stessa che impieghiamo facendo la doccia ogni giorno per due mesi. In totale si parla di 1/3 dell’acqua esistente sul nostro pianeta impiegata per questo scopo.

Un'alimentazione a base di vegetali può salvare il pianeta
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I dati parlano chiaro anche riguardo lo sfruttamento dei terreni, basti pensare che negli ultimi anni 1/3 dei territori non ghiacciati esistenti sulla superficie terreste sono stati desertificati con lo scopo di ospitare l’allevamento e il pascolo di bestiame per scopi alimentari, o per la coltivazione di cereali e soia destinati a diventare mangime per gli stessi. Ed è proprio questa la causa principale della deforestazione totale che sta affliggendo il nostro pianeta e che sta provocando anche la rapidissima estinzione di milioni di specie di uccelli, insetti e mammiferi con dati preoccupanti anche per la nostra sopravvivenza.

Infine, parliamo del mare. Ormai si organizzano numerose attività di pulizia delle spiagge e la scienza studia quotidianamente soluzioni per tutelarlo. Ma il delicato equilibrio del mare è garantito soprattutto dai suoi abitanti. Purtroppo però 90 milioni di tonnellate di pesce vengono pescate ogni anno e cosa faremo quando i nostri amici pesci non ci saranno più? Pensate inoltre che per ogni mezzo kilo di pesce prodotto, 2 kili di pesce pescato viene sprecato a causa dell’overfishing, la pesca di massa che vede sfruttati ¾ delle specie marittime. Questi dati sono allarmanti: dimostrano chiaramente come anche la pesca non sia un’attività sostenibile ed evidenziano lo squilibrio che essa provoca alla fauna marina. Non tardano poi ad arrivare anche qui importanti numeri sugli sprechi.

Secondo un recente studio condotto dalla FAO, tra l’agosto del 2010 ed il gennaio del 2011, intitolato Global Food Losses and Food Waste, ogni anno nel mondo vengono sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo di cui l’80% ancora consumabile. Con un totale del 30% del cibo totale buttato ogni anno. Qui il mio pensiero va a quelle persone che potrebbero essere sfamate e dissetate con i nostri “scarti” o con quei terreni destinati a coltivare mangime.

Ormai è chiaro: anche l’alimentazione ha un forte impatto sul nostro ecosistema e di conseguenza sul clima del Pianeta dal quale siamo strettamente dipendenti.
Credo quindi fermamente che la sofferenza di queste povere creature, che hanno la capacità di sentire, amare e soffrire come noi, costi cara a tutti. Sono ormai tanti i motivi che potrebbero spingere una persona ad abbandonare ‒ o quanto meno ridurre ‒ il consumo di carne e derivati animali e senza dubbio l’aspetto ambientale è uno di questi.

La buona notizia? È che ancora una volta, sono le nostre scelte a fare la differenza!

E tu sai quanto pesa la impronta ecologica?

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Fateci sapere quanto “pesate”!