Riutilizzare con amore: raccogliere vestiti usati per creare consapevolezza e sostenibilità

In un quartiere di Bologna, precisamente quello di Santo Stefano, la parola recuperare ha assunto un significato speciale: non vuol dire soltanto prendere qualcosa di ormai “vecchio” o “usato” per dargli un nuovo scopo ma riuitilizzarlo per fare del bene, per aiutare chi si trova in situazioni economicamente difficili e per dare vita a nuove possibilità.
Pensate per esempio di donare il vostro vestito da sposa che ormai tenete a prendere polvere nell’armadio così che qualcun’altra, che non se lo può permettere, possa sposarsi esattamente come si immaginava nei suoi sogni. Oppure che alcuni dei vostri vestiti che avete donato in beneficenza vengano venduti e il ricavato venga utilizzato per contribuire alla costruzione di un ospedale in Congo o borse di studio per fare ricerca sulla fibrosi polmonare.
Meraviglioso, vero?

Vi lasciamo dunque alla lettura dell’intervista che abbiamo fatto a Reuse with love, associazione di Bologna che si occupa appunto di riutilizzare con amore.

“Reuse with love”: il vostro progetto non si concentra soltanto sul riutilizzo ma sulla cura e l’attenzione con cui viene fatto quest’ultimo. Ci raccontate un po’ il cuore della vostra idea e come è nata?

L’idea di raccogliere abiti usati per ridistribuirli gratuitamente attraverso la Boutique Solidale (prima in Italia nel 2014) alle persone svantaggiate e di fare mercatini solidali di raccolta fondi per progetti di solidarietà è nata da un comune sentire interno all’associazione (essendo prevalentemente mamme) di fare qualcosa per la nostra città, in particolar modo rivolto ai bambini, quelli meno fortunati perché malati o fragili. La Boutique Solidale che organizziamo durante tutto l’anno è stata sviluppata sull’idea della cura come dono da fare agli altri; il desiderio di trattare le persone come vorremmo essere trattati noi in una situazione di svantaggio temporaneo oppure permanente.

La cura per noi è questo: cura delle persone attraverso la cura del sé, ma anche cura dei donatori attraverso la carta del dono ed il regolamento sulle modalità della distribuzione che sviluppiamo con la massima trasparenza possibile pubblicando progetti, idee, somme raccolte e denaro donato.

2) “Reuse for Good”: la vostra “boutique solidale” non serve soltanto a donare un capo a chi ne ha bisogno ma anche a migliorare la coesione civile e sociale e a educare bambini e adulti verso pratiche più sostenibili. Che miglioramenti avete visto nel quartiere in cui operate, ovvero quello di Santo Stefano a Bologna?

Dopo quasi dieci anni di attività siamo riconosciuti dal quartiere e anche dalla città tutta intera. Siamo un riferimento per chi vuole donare un abito e sapere cosa ne accade, come viene riutilizzato, quante cose se ne riescono ancora a fare.
Siamo certi che il far vedere al donatore cosa accade di “bene” con la sua donazione sia un fatto che ci distingue e contraddistingue e dà valore al suo dono (spesso ci capitano doni importanti come abito da sposa o abiti cui i donatori sono legati affettivamente).
Allo stesso tempo anche il donatore deve avere cura di come ci dona la sua roba, non siamo una discarica o un semplice cassonetto, e per questo chi ci dona sa che deve essere in sintonia con il nostro spirito e i nostri valori.

Intervista a Reuse with love

3) Oltre a donare i vestiti usati che ricevete, organizzate anche mercatini il cui ricavato viene poi devoluto per finanziare progetti sociali. Ci raccontate alcune delle attività a cui avete contribuito con questi ricavi?

L’elenco è lungo e parte dal 2010 quando quasi per gioco, volendo contribuire alla costruzione di una scuola in Brasile, ci siamo inventate il primo mercatino solidale che fruttò 5000 euro con grande soddisfazione di tutti.
Online l’elenco completo che potete trovare anche al seguente PDF.

4) Avete dei progetti per il futuro? Come possono partecipare le nostre lettrici a Reuse with love?

Abbiamo appena avuto un importante risultato ottenendo l’assegnazione di un immobile pubblico come nuova sede della nostra associazione: l’ex cabina Enel dei Giardini Margherita dove sviluppare progetti legati al riuso e alla cura. Dovremo ristrutturarla e riqualificarla completamente nei prossimi due anni per poi lasciarla alla città come un bene di tutti, un bene comune all’interno dei Giardini Margherita che sia fruibile dalle persone. Per fare questo, però, ci serviranno fondi e vogliamo fare la più grande e importante raccolta mai fatta sul territorio, anche con un crowdfunding a supporto e con l’aiuto di sponsor pubblici, privati, fondazioni ed enti.

Chiunque desideri dare una mano sia conferendoci vestiti che attraverso del volontariato attivo o donazioni vere e proprie, è ben accetto. Basterà scrivere una mail all’indirizzo reperibile sul nostro sito reusewithlove.org per essere contattato.

Trovate Reuse with Love anche sui social. Riutilizzate con amore!

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