In questo articolo vi parliamo di Sfusitalia, il motore di ricerca dei negozi che vendono sfuso in Italia e che da qualche settimana si propone in una nuova e avvincente veste grafica.
Per parlare di Sfusitalia abbiamo incontrato – debitamente a distanza secondo le misure vigenti – la sua fondatrice Ottavia che ci ha contagiato “solo” con la sua energia e il suo dinamismo. A Ottavia, giovane donna che ama l’ambiente, determinata e solare, abbiamo rivolto alcune domande. Vi proponiamo di seguito la nostra intervista.

Ottavia, raccontaci di te, di Sfusitalia e di come è nata l’idea

Mi definisco ancora una studentessa, sono a poche settimane dal completamento del Master in Politiche, Ambiente e sviluppo e ho iniziato a lavorare al progetto di Sfusitalia dopo la laurea. Tutto è nato da un’esigenza personale: ho sempre cercato negozi in cui comprare sfuso e spesso mi sono ritrovata con decine di pagine web aperte dovendo saltare da una all’altra per capire banalmente quale negozio fosse più vicino a casa. Ad un certo punto ho pensato: “Perché passare così tanto tempo alla ricerca di informazioni frammentate e non avere uno strumento unico e veloce che le aggrega?” e così ho iniziato a lavorare a Sfusitalia. All’inizio non avevo alcuna dimestichezza con la creazione di un sito, me la cavavo con le mappe ma nulla di più così ho pensato di investire i miei mesi dopo la laurea in un tirocinio autogestito: ho studiato e messo in pratica quanto apprendevo giorno dopo giorno, così ho creato il sito. Ho iniziato a mappare i negozi presenti a Roma poi con il passaparola tra gli amici e le visite sul sito sono arrivate le prime richieste di mappare i negozi presenti a Torino, poi Milano … fino a quando mi sono detta: “Perché non ricostruire la mappa delle sfuserie di tutta Italia?!”

Sfusitalia si presenta oggi sotto una veste nuova, come è cambiato il sito, cosa offre?

Il sito nella prima versione era il frutto di un lavoro autoprodotto, sicuramente rudimentale. La popolarità e il gradimento, forse inaspettato, degli utenti mi hanno convinto a investire nel suo restyling per farne uno strumento ancora più efficiente. Visitando il sito nella sezione Negozi è possibile visualizzare la mappa dell’Italia e navigare tra le province alla ricerca del negozio che fa per te. Se vuoi fare prima puoi inserire direttamente un indirizzo e la tipologia di negozio tra quelli censiti (si va dai prodotti alimentari, ai cosmetici, ai prodotti per animali e per la casa) e la mappa visualizza i negozi più vicini a te. Cliccando su un negozio accedi alla sua scheda dove potrai trovare una descrizione, gli orari di apertura, il link al sito e persino le indicazioni su come raggiungerlo.

Ottavia Belli fondatrice del progetto sostenibile Sfusitalia

E se conosco un negozio ma non è ancora mappato? Cosa posso fare?

Chiunque può aggiungere un negozio, accedendo a un form si forniscono le principali informazioni del negozio (nome, categoria, indirizzo, telefono …) e si invia la richiesta. Le informazioni fornite vengono verificate e successivamente caricate, così il negozio diventa accessibile a tutti.

Acquistare sfuso significa rinunciare consapevolmente all’utilizzo di imballaggi e contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei propri consumi … considerato l’esplosione della pandemia e l’adozione di misure rigorose in materia di igiene che privilegiano l’uso di dispositivi monouso, quale pensi sia il futuro delle sfuserie?

Quello che sta accadendo sicuramente non aiuta quel processo di cambiamento che sembrava aver preso negli ultimi tempi una direzione decisa verso la consapevolezza dell’impatto delle nostre scelte sui delicati equilibri ambientali. La risposta sul futuro delle sfuserie sta innanzitutto nella capacità di ciascuno di noi di superare quelle convinzioni che ci ostacolano nel cambiare le nostre abitudini e orientarle sempre più verso comportamenti sostenibili. L’altro grande contributo potrà arrivare dalla ricerca scientifica: per esempio, se si proverà che l’utilizzo di guanti monouso realmente limita il diffondersi del virus, la sfida sarà investire nella produzione di guanti utilizzando materiale di riciclo o materiale la cui reperibilità garantisca l’equilibrio degli ecosistemi.
L’utilizzo delle bioplastiche, e in particolare quella ottenuta dalla lavorazione del mais, per qualche tempo sembrava potesse essere la soluzione alternativa alla plastica; si trascurava però il fatto che per la coltivazione del mais si sottraevano quote importanti di suolo diversamente destinate alla coltivazione di piante per uso alimentare.
Non si può più sfuggire dalla logica della sostenibilità e circolarità dell’economia: abbiamo risorse scarse ed è importante evitarne lo spreco e fare in modo che un prodotto, i suoi componenti, i suoi materiali possano rientrare in circolo dopo il loro primo utilizzo.

Progetto Sfusitalia

Come possiamo superare la convinzione che “monouso e imballato” è migliore che “sfuso”? quali sono le buone ragioni per convincere il lettore a cercare la sfuseria più vicina a casa sua?

Innanzitutto, le sfuserie adottano le misure di prevenzione come qualsiasi altra categoria di negozi, l’igiene era e continua ad essere un prerequisito fondamentale per il successo del commercio sfuso. La pandemia ci sta facendo fare i conti con lunghe file di attesa prima di poter entrare al supermercato, la mascherina coprendo il volto ci impedisce quasi di comunicare le nostre emozioni. Le sfuserie sono solitamente piccoli negozi di quartiere dove fare la spesa non significa fare lunghe file, si evita il contatto con grandi assembramenti di persone e se proprio si vuol evitare di sostare all’ingresso in attesa del proprio turno, il commerciante sarà felice di ricevere la tua telefonata, scambiare qualche chiacchiera e registrare il tuo ordine. Potrai passare a ritirarlo in tutta sicurezza e avrai premiato l’economia locale.

Torniamo alle scelte di ciascuno di noi e torniamo a te, alla tua vita privata, Siamo curiose di sapere quali sono i piccoli gesti della vita di ogni giorno che fanno la differenza?

Nella mia famiglia il mantra è “usare gli oggetti, anche quelli più impensabili, più volte nel loro ciclo di vita” così non faccio fatica anzi mi viene del tutto naturale comportarmi responsabilmente. In casa tagliamo il tovagliolo di carta in due quando apparecchiamo la tavola, ne basta solo una metà per pulirsi la bocca e se alla fine dei pasti non è logoro lo teniamo per la cena. E anche quando è logoro prima di buttarlo nella pattumiera lo usiamo per rimuovere il primo strato di sporco dalle pentole limitando così l’uso di acqua e sapone. In bagno ho un secchio che riempio tutte le volte con l’acqua della doccia che scorre prima di diventare calda: potrò fare lo sciacquone quando ce ne sarà bisogno. Do una seconda e anche terza e quarta vita ai barattoli di vetro che uso per stemperare i colori quando dipingo e potrei fare ancora tanti esempi di riciclo creativo: con i tappi di sughero delle bottiglie di vino creo i sottopentole o persino i cerchietti per i piedi delle sedie.
Cito spesso una frase dello scrittore E. E. Hale, credo che mi rispecchi e possa fare da sprone per chiunque:
“Io sono solo uno ma comunque sono uno. Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa, e il fatto che non posso fare tutto non mi fermerà dal fare quel poco che posso fare”.

Grazie per il tuo tempo, per la tua testimonianza e per l’impegno – tutto femminile – di Sfusitalia.
Per chi già smania di sapere qual è la sfuseria più vicina a casa sua visiti il sito:
https://www.sfusitalia.it/
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