Il tema degli orti urbani nell’articolo “Orti urbani: tendenza o ritorno alle origini?” vi ha appassionato? Avete già consultato il sito del vostro comune e richiesto l’accesso a un appezzamento di terreno? Avete fatto scorte di sementi e utensili? Se ancora non siete pronti o pensate di non essere capaci, la storia di oggi vi farà cambiare idea o, se non altro, tenterà di spronarvi a continuare nella vostra piccola impresa.
In questo articolo ci trasferiamo nel centro storico di Perugia, restiamo a contatto con la terra e vi presentiamo l’iniziativa di Orto Sole.

Orto Sole: un giardino nel centro storico di Perugia

Abbiamo incontrato gli amici di Orto Sole qualche tempo fa, nell’orto, alle calde luci di una giornata di settembre, abbiamo fatto una lunga chiacchierata-intervista con Eros, presidente dell’associazione, contadino per passione poi trasformata in professione, al quale abbiamo posto le nostre curiosità.

Orto urbano a Perugia: associazione Orto Sole

Orto Sole: cos’è? Chi è?

Orto Sole è un’associazione nata spontaneamente nelle aiuole di un giardino nel centro storico di Perugia diventato poi orto, spazio a disposizione della comunità per la promozione della cultura del viver sano e dell’inclusione sociale. L’associazione si è costituita ufficialmente nel 2015 dopo un lungo percorso che ha visto protagonista me e tre miei amici che, un po’ per gioco, un po’ in risposta a esigenze sociali che ciascuno per lavoro o per circostanze personali si trovava a fronteggiare giorno dopo giorno, abbiamo deciso di riportare in vita uno spazio degradato appena oltre le mura delle città.

L’attuale terreno dell’orto era stato lasciato in stato di abbandono ormai da quarant’anni e da diverso tempo era diventato preda di atti vandalici e discarica a cielo aperto dei rifiuti urbani del passeggio del sabato sera.
Sin dall’inizio, tra noi, promotori dell’iniziativa, c’è stato il desiderio di fare di 3000 metri2 uno spazio dove riportare il bello in città: un ambiente pulito, accogliente, a disposizione della cittadinanza; un’occasione per dare un’opportunità di inclusione per Gianfranco, perugino senza fissa dimora che sin da principio aveva prestato il suo tempo e la sua volontà alla causa dell’orto.

Dopo duro lavoro di pulizia affrontato con i pochi mezzi e attrezzi a disposizione, abbiamo ottenuto la concessione per utilizzare gratuitamente l’orto. Diversamente da altri orti urbani, la superficie di Orto Sole è di proprietà privata ed è questa la prima grande eccezione che fa del nostro orto un caso sui generis. Dietro al desiderio di fare dell’orto uno spazio di inclusione e di aggregazione intorno ai valori della condivisione e del viver sano non c’è l’iniziativa del settore pubblico ma la volontà di un gruppo di privati che, d’accordo con altri privati, hanno messo insieme le proprie competenze, il proprio tempo e disponibilità per un progetto i cui benefici ricadono sull’intera comunità.

Pulizia Orto Sole a Perugia

Orto Sole nasce anche con l’obiettivo dell’inclusione sociale, puoi raccontarci qualcosa di più?

La storia di Orto Sole è indiscutibilmente legata alla storia di Gianfranco, perugino senza fissa dimora che avevo già avuto modo di conoscere negli ambienti della Caritas dove prestavo servizio. Gianfranco da subito si è rimboccato le maniche e ha lavorato sodo prima per ripulire l’orto dai rifiuti accumulati negli anni e poi per la messa a punto delle aiuole, dei vialetti, per lavorare la terra e per custodire questo spazio che riemergeva dal degrado. Il nostro sforzo senza il suo aiuto sarebbe stato vano. Da queste considerazioni abbiamo sviluppato l’idea di costituirci in un’associazione che potesse accedere a bandi pubblici e tramite risorse pubbliche garantire a Gianfranco un’entrata economica che ripagasse dei suoi sforzi iniziali e del lavoro silenzioso e prezioso che svolge quotidianamente.
L’obiettivo dell’inclusione è perseguito ogni giorno aprendo le porte dell’orto a tutta la comunità senza distinzione alcuna di appartenenza etnica, geografica, sociale ma anche mediante eventi che hanno avuto luogo sul terreno dell’orto.

Tra le tante iniziative svolte sotto il segno dell’inclusione, nel 2017 l’associazione ha ospitato nell’orto i laboratori di Urbagri4woman. Il progetto coordinato da Tamat – organizzazione non governativa impegnata nel coinvolgimento delle popolazioni locali e soprattutto delle donne nei processi di sviluppo sostenibile a livello economico, sociale ed ambientale – si poneva l’obiettivo di sfruttare la riabilitazione delle periferie urbane come mezzo per la promozione, l’integrazione e la piena inclusione delle donne migranti. L’orto aveva rappresentato il laboratorio dove sperimentare iniziative agricole innovative e autosufficienti per la riabilitazione e l’autonomia delle donne migranti.

Ricostruzione Orto Sole a Perugia

Restando in tema di pratiche agricole, raccontaci come avete mosso i primi passi per la conversione del suolo in terreno agricolo, com’è lavorare la terra, quali verdure si coltivano?

Il contadino non è un mestiere che si improvvisa, fortunatamente tra noi abbiamo un agronomo che ha saputo guidarci nelle scelte e nell’esecuzione dei lavori, Abbiamo poi approfittato dei consigli preziosi di esperti che, in occasione di laboratori ad hoc o soltanto durante le loro visite all’orto, ci hanno dato raccomandazioni e svelato qualche trucchetto. L’orto è stato un laboratorio nel quale tutti abbiamo imparato e sperimentato nuove pratiche. L’orto è lavorato con il metodo sinergico: questo significa che tutti gli elementi che ne fanno parte (dagli elementi propriamente morfologici, al clima, alla presenza e disponibilità di acqua, alla vegetazione e agli animali) contribuiscono a migliorare l’ambiente e il terreno attraverso rapporti di sostegno reciproco.
La scelta delle piante e delle verdure da coltivare dipende quindi dalle considerazioni sull’utilità che ciascuna pianta può apportare alle altre piante e all’orto, dal fabbisogno energetico delle stesse oltre che da fattori quali il clima e la stagionalità.

I frutti dell’orto: chi ne beneficia?

Premetto dicendo che la coltivazione della terra è sicuramente una tra le attività dell’orto ma non rappresenta l’attività esclusiva dalla quale traiamo vantaggio e/o benefici economici. L’orto non è un mercato: chiunque passando dall’orto può partecipare alla raccolta dei suoi frutti e tornare con la borsa piena di verdura in cambio di una mano nei lavoretti dell’orto o di un contributo spontaneo che servirà per comprare l’attrezzatura necessaria o i lavori di manutenzione per i quali è necessario affidarsi ad esperti.
Oltre ogni frutto o verdura, quando si passa dall’orto si torna a casa ogni volta con le tasche piene in ogni caso. L’orto è spazio per conoscere altre persone, storie di uomini e donne o semplicemente per starsene qualche ora a leggere un libro in pieno centro città ma in assoluta tranquillità.

Orto Sole e sostenibilità: quale lezione fuori dall’orto?

Le nostre tecniche di coltivazione non utilizzano sostanze chimiche ma sfruttano le sinergie tra le piante e l’ecosistema, i principi di riferimento sono la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi. In questo modo in Orto Sole l’ambiente non rappresenta una componente di sfruttamento ma diventa elemento attivo che integra anche risorse umane, sociali e culturali.
Orto Sole ha ospitato negli anni diverse iniziative promosse da associazioni esterne o da scuole che hanno scelto l’orto non solo per la sua posizione centrale nella città di Perugia o per la disponibilità di spazi all’aria aperta ma soprattutto per quello che rappresenta, un centro di aggregazione dove tutti gli elementi convivono in un clima di reciproco aiuto. In questi anni l’Orto ha richiamato anche l’attenzione di ricercatori e appassionati che sono passati da qui per conoscere l’esperienza dell’associazione per coglierne aspetti che potessero essere replicati altrove.
Sono convinto che il modello di Orto Sole possa essere di esempio per quelle comunità che vogliono puntare sull’inclusione come strategia per la sostenibilità ambientale ed economica o al contrario per quelle comunità che puntando a un modello di economia ed ecologia sostenibile perseguono anche obiettivi di inclusione sociale.

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