Immagina la terra tra un centinaio di anni. Pensa alle notizie che leggiamo e sentiamo tutti i giorni riguardo l’ambiente: problemi d’inquinamento, di inaridimento di numerose aree geografiche e crescenti dispute per usare fonti di energia sempre più contese.

Tieni gli occhi chiusi e immagina casa tua: come sarà tenendo conto di questi fatti?

I primi fotogrammi che vediamo in Nausicaä della Valle del Vento (Kaze no tani no Naushika) ci mostrano proprio questo: una distesa desertica, persone che viaggiano indossando delle maschere antigas sul viso e cercano rifugio da una natura irrimediabilmente contaminata. Questa era la visione di Hayao Miyazaki nel 1984, quando nelle sale uscì il film che avrebbe portato alla nascita del celebre Studio Ghibli.

Chi è Miyazaki?

Hayao Miyazaki è diventato famoso a livello internazionale in seguito all’Oscar vinto grazie al film La città incantata, nel 2001, ma gli appassionati della cultura orientale già conoscevano alcune pellicole precedenti: Il mio vicino Totoro (1988) o La Principessa Mononoke (1997).

Prima di diventare un animatore e regista, Miyazaki si è laureato in Scienze Politiche ed Economiche, ed è stato sin da giovane un pacifista e attivista. Prendendo in considerazione questi fatti e guardando le diverse opere con occhio attento, diventerà più semplice individuare la firma del regista, che si distingue nell’animazione giapponese per aver reso così centrale, nei suoi lavori, un tema come quello dell’ambientalismo.

“Credo nel potere della storia. Credo che le storie abbiano un ruolo importante da svolgere nella formazione degli esseri umani, che possano stimolare, stupire e ispirare i loro ascoltatori”
(Hayao Miyazaki)

Il mondo di Nausicaä

Sin dai primi istanti non si può rimanere indifferenti a questa pellicola; il mondo per come lo conosciamo noi non esiste più e l’ambiente è diventato praticamente invivibile a causa dell’uomo:

Sono passati mille anni dalla guerra termonucleare che ha portato i più grandi Stati a distruggersi tra loro e a distruggere l’ecosistema terrestre; adesso, buona parte del pianeta è ricoperto da una foresta che esala spore tossiche chiamata Mar Marcio, e le poche aree vivibili sono diventate territorio di disputa tra i sopravvissuti.”

Miyazaki regista ambientalista

Nausicaä è la principessa della Valle del Vento, un fazzoletto di terra pacifico e forse tra i meglio conservati sulla superficie terrestre, dove le persone hanno imparato a convivere con il vicino Mar Marcio, una foresta tossica che si espande in continuazione. La vicinanza al mare e la forza dei venti permettono agli abitanti della Valle di vivere in maniera abbastanza felice; tuttavia, anche qui l’influenza delle tossine si fa lentamente strada, con il manifestarsi di una malattia che tramuta la pelle delle persone in pietra.

A causa di questa inarrestabile patologia, Nausicaä decide di inoltrarsi nella selva tossica per studiare le spore, le piante e gli insetti giganti che la popolano. Il talento e la determinazione permettono alla principessa di imparare presto a volare usando un’ala jet, retaggio di una tecnologia ormai dimenticata e, munita di maschera antigas, poche fiale e una daga di ceramica, raccoglie quante più informazioni possibili su questo ecosistema contaminato.

I paesaggi di Nausicaä della Valle del vento

Il mio unico desiderio è quello di risolvere l’enigma del Mar Marcio: siamo destinati ad estinguerci ingoiati da esso?”

Questa è la domanda che pone il sommo Yuppa, mentore di Nausicaä, alla principessa, la stessa che inizierà a tormentare un po’ tutti noi mentre guardiamo il film. Ma la pace nella Valle non può durare a lungo: gli abitanti vengono attaccati dal vicino stato di Torumekia che, portando gli insetti del Mar Marcio, mette in serio pericolo la vivibilità della Valle.

La guerra si combatte su due fronti: tra uomo e natura e tra uomini di diversi regni.

Occupata la Valle del Vento, la regina Kushana di Torumekia annuncia che desidera riprendersi la terra dal Mar Marcio usando un’antica arma presa al regno di Pejite: “Abbiamo recuperato le antiche tecniche che avevano permesso all’uomo di domare la madre terra.”

L’arma è un titano, uno dei guerrieri che vennero usati durante la guerra dei Sette Giorni di Fuoco mille anni prima, uno strumento di distruzione che nelle mani di chiunque potrebbe causare danni irreparabili.
“Non mettete mano al Mar Marcio!” questo è l’avviso della vecchia saggia che vive nel castello della Valle. Sono stati proprio i tentativi dell’uomo di riprendersi la terra bruciando la foresta a causarne la continua espansione. Ma riavere la terra per sé sembra l’unico obiettivo di tutti, anche dei militanti di Pejite che reclamano il titano rubato da Torumekia.

Mentre i resti dei guerrieri titani giacciono fossilizzati nel deserto o sono diventati parte del Mar Marcio, un ornamento a silenzioso monito dell’uomo, il ritrovamento dell’arma invincibile fa gola a tutti coloro che non ricordano come sia nata la foresta tossica.

Chi è la vera minaccia?

Gli innumerevoli insetti e gli Ohmu, gli enormi mostri tarlo dalla corazza indistruttibile che vivono nel Mar Marcio, sembrano non lasciare scampo alle persone una volta che iniziano a correre. Ma qual è la ragione per cui attaccano le città?
Grazie agli studi compiuti sulle spore della foresta, Nausicaä scopre che la vera ragione per cui nasce il Mar Marcio è ripulire di nuovo la terra dall’inquinamento causato dall’uomo. Al di sotto della foresta si è infatti creata una cavità dove gli alberi pietrificati hanno assorbito tutti i veleni del terreno, decontaminando l’aria e l’acqua. Gli insetti non sono altro che i guardiani di questo ecosistema, che sta lentamente rigenerando la terra.

Asbel: Ma se fosse così, a noi altri non resterebbe che estinguerci. Senza neppure sapere quanti millenni ci vorranno, vivere spaventati da miasmi e insetti è impossibile; ci serve almeno un modo per non far espandere ulteriormente il Mar Marcio.
Nausicaä: Adesso parli anche tu come Kushana.

Anche questo scambio tra Asbel di Pejite e Nausicaä ci fa riflettere su quali siano davvero le differenze tra quelli che ci aspettiamo essere i buoni e i cattivi. I militanti di Pejite non si mostrano migliori di Torumekia quando, pur di riprendersi il guerriero titano, usano un cucciolo di Ohmu per far scatenare gli insetti sui loro nemici, portando alla distruzione della propria città e quasi a quella della Valle.

Il regista riesce a rendere la complessità del mondo, attribuendo ai diversi personaggi sfumature di carattere che ci permettano di immedesimarci e non darli per scontati come “buoni o cattivi”, perché le scelte che si ritrovano ad affrontare sono tutto meno che semplici.

Recensione pellicola d'animazione: Nausicaä della Valle del vento

La stessa Nausicaä non è esente da errori quando si fa prendere dalla rabbia; ma poiché disposta a sacrificarsi per salvare indistintamente persone e Ohmu, dimostra che un ricongiungimento tra uomini e natura è possibile.

Gli scenari

Nei dettagliati sfondi in cui si muovono i personaggi inizierai a notare certi dettagli con cui Miyazaki caratterizza questo rapporto ambivalente tra uomo e natura:

Il Mar Marcio, esternamente sembra un bosco impenetrabile, dalle tonalità scure e minacciose, ma al suo interno la natura incanta Nausicaä sin dai primi minuti del film. Al di sotto di questo, attende un nuovo spazio cristallino, limpido e incontaminato in cui la terra si sta rigenerando.

Mar Marcio: recensione "Nausicaä della Valle del vento"

Il Deserto che si estende tra la foresta e le città mostra ciò che è rimasto del passato, ospitando i fossili dei guerrieri titani e antiche navi spaziali, che oggi servono da rifugio.

Scenari Nausicaä della Valle del vento

La Valle del Vento è invece un luogo rigoglioso, dove è stato trovato un equilibrio tra persone e ambiente; dove il fuoco non è usato che in piccola parte per curare le piante dalle spore tossiche, ma al suo posto si preferiscono acqua e vento. Questa regione è il perfetto esempio di come si possa ricostruire una società rispettosa della natura, che riesca a vivere in armonia con essa.

Scenari "Nausicaä della Valle del vento "

Il fuoco rende cenere il bosco in un giorno, acqua e vento impiegano cento anni a far crescere una foresta; noi preferiamo queste.”

Miyazaki porta sullo schermo dei temi profondi, su cui pone molte domande e dà poche risposte certe. Persino Nausicaä non sa quanto tempo necessiterà la terra per tornare ad essere vivibile, se davvero l’uomo accetterà questa eventualità o se scatenerà delle altre guerre prima; ma veniamo premiati da una visione ottimista, in cui tutti i testimoni hanno capito la verità delle parole di Nausicaä:

il Mar Marcio sta proteggendo il pianeta, rendendo la terra, l’acqua e i fiumi di nuovo sani.

Tra fantasia e realtà

Abbiamo cominciato immaginando come sarà la nostra casa tra un secolo. Che diresti se ti rivelassi che questo racconto non è così lontano dal presente? Il tema ambientalista, così centrale oggi, non è nato dalla sola lungimiranza dell’artista; l’ispirazione del film nasce da alcuni disastri ambientali realmente accaduti in Giappone negli anni Cinquanta.

La Chisso Corporation venne chiusa alla fine nel 1968, poiché indagata per aver rilasciato metilmercurio nelle acque della baia di Minamata per più di trent’anni, danneggiando l’ambiente e provocando innumerevoli danni alla salute delle persone residenti nella baia. Le cause continuarono per anni, nel 2001 erano più di duemila le vittime accertate. I risarcimenti sono stati effettuati a più di 10.000 persone e alcune cause risultano ancora pendenti.

La firma del regista è perfettamente distinguibile in questo film, ed è la prima di una serie in cui trova importanza centrale il messaggio ecologista: dobbiamo trovare un equilibrio per vivere senza avvelenare il pianeta che abitiamo. Inoltre, Miyazaki iniziò a contraddistinguersi per le sue protagoniste: ragazze intraprendenti che non si lasciano intimorire dalle avversità e si fanno carico dei propri cari, a volte di interi popoli.

Nausicaä della Valle del Vento nasce in realtà come una serie manga composta di sette tankobon, che Miyazaki ha pubblicato in maniera discontinua tra il 1982 e il 1994. Il film riguarda una parte riduttiva dell’opera fumettistica, per certi aspetti anche più ottimistica, ma è riuscito ad ottenere un enorme successo per la coerenza nello sviluppo e per il suo taglio distintivo.

Il messaggio ecologista di "Nausicaä della Valle del vento"

Ritorno alle origini

I più curiosi andranno subito a cercare altre informazioni sulla storia della principessa della Valle del Vento; personalmente posso consigliarvi di lanciarvi sul manga non appena avrete visto il film. La storia è molto complessa e bisogna dedicarci la giusta attenzione.Tuttavia, se siete interessati a capire cosa sia avvenuto prima di Nausicaä, sono lieta di dirvi che lo Studio Ghibli ha voluto deliziare i suoi fan alcuni anni fa con un cortometraggio che si riallaccia alla caduta dell’odierna società: Giant God Warrior appears in Tokyo (Kyoshinhei Tôkyô ni arawaru).

Il titano che compare nel video è stato realizzato sul progetto di Miyazaki, che si riallaccia così alla storia di Nausicaä. La direzione è stata affidata in questo caso a Higuchi Shinji, famoso animatore giapponese che ha lavorato anche ad altri film del filone post apocalittico.