A quando risale l’ultima volta che avete abbracciato un albero?

Inauguro la nuova rubrica di recensioni green così, con una domanda che so già vi farà scorrere indietro di qualche fotogramma, fino a quando non avrete rispolverato quel giorno in cui stavate sorridendo, in piedi, davanti ad un enorme groviglio verde, con il naso all’insù. Ecco, fermi. Ė lì che dovete stare, mentre leggete queste righe.

Se avete il coraggio di appoggiare le mani, il naso e il cuore su di loro, se li abbracciate, restituiranno il vostro affetto centuplicato. Sono uno zampillìo di vita che vi accoglie per quello che siete.

Questo è il preambolo che apre “I 12 insegnamenti degli alberi per migliorare la nostra vita” (Newton Compton, 217 pagine, 10 euro), libro d’esordio di Vincent Karche, catapultandoci in un mondo green che respira, soffre, impara dai propri errori e si trasforma nel tempo. Esattamente come noi. Si tratta di un manuale a tutti gli effetti, che ci guida attraverso la storia di pini, abeti e querce rapportando le loro stagioni a quelle umane - perché nelle zone temperate gli alberi attraversano le stesse nostre fasi: primavera, estate, autunno, inverno - e, sfruttando questo ritmo, l’autore suddivide le pagine in dodici lezioni, tre per ogni periodo dell’anno.

Viviamo i medesimi momenti, è vero, eppure la saggezza che riusciamo ad intravedere contando gli anelli concentrici dal tronco di un albero, non rappresenta quasi mai il cumulo delle nostre esperienze, bensì tutto ciò che abbiamo ancora da imparare.

Sappiamo davvero come si respira? Siamo capaci di ricucire una ferita? Riusciamo a rispettare i nostri ritmi anche quando cambiano? E perché siamo sempre tanto convinti di aver perso anni di vita dietro a qualcosa?
Ecco, a queste - e a mille altre - domande un albero sa come rispondere. Molto banalmente perché l’ha appreso col tempo, cosa che non sempre noi siamo in grado di fare. Oltre ai dodici preziosissimi insegnamenti che danno il titolo al libro, nascosti tra le pagine se ne possono trovare tanti altri, complementari ad essi: semplici nozioni di botanica offrono supporto per la comprensione di meccanismi vitali messi in atto dall’universo vegetale, ma riescono anche a soddisfare curiosità e a colmare dubbi che spesso ci portiamo dietro.

Quello che gli alberi ci insegnano

Aspetto non meno rilevante, è il fatto che ogni capitolo si chiuda con un compito da eseguire ponendoci davanti ad un albero scelto preventivamente e mettendo in atto tutta una serie di comportamenti che, grazie all’aiuto dell’amico verde, mirano a riportarci in armonia con la nostra parte più profonda.

A seguire, il libro ci propone un momento di creatività, che consiste nel mettere su carta le emozioni provate durante l’esercizio: possiamo scrivere una canzone, un haiku, una poesia, o anche solo una parola.
Se ancora siete scettici riguardo all’argomento, vi invito a dare un’occhiata alla biografia dell’autore, che della sua vita ha fatto un vero esempio di resilienza, e solo grazie al sostegno della natura. Karche, infatti, è stato capace di rivoluzionare più volte il corso della propria esistenza e, partendo da una qualifica di tecnico forestale, è riuscito a conciliare passione e lavoro fondando, nel 2010, RandOlyric, una organizzazione che promuove viaggi di canto sensoriale all’interno delle foreste.

State ancora osservando la vostra foto? Ricordate quel momento di pace?
Sì, il mondo scorre veloce: sembra quasi impossibile potersi fermare e assaporare un attimo come quello, senza distrazioni o sensi di colpa. Eppure non dovrebbe affatto esser così. Allora lasciamoci rieducare dalla natura. Fidiamoci di questo libro: diamo il nome ad un albero, diventiamo suoi amici, abbracciamolo. Ci insegnerà a gestire le emozioni, il tempo che passa, la bellezza della solitudine e quella della compagnia, l’importanza degli errori e il coraggio di rinnovarci . O forse, semplicemente, ci farà conoscere ciò che siamo.

Albero, con te sono libero. Con te siamo tutti liberi.

Autrice Marta Marras