Andare controcorrente, rallentare quando tutto, intorno a noi, sembra non volersi fermare mai. Riappropriarsi dei ritmi naturali, in linea con la Terra, e cercare di conciliarli con la vita di ogni giorno. Un lavoro da vere greenfreewomen.

Come quello di Marcella, latuamomis, che va alla scoperta di un mondo fatto di carta, lino, inchiostro, colori e lo trasforma in album, taccuini e quaderni, permettendoci di riprendere in mano il nostro tempo. E ridargli la forma che, trainato dalla folle frenesia, aveva dimenticato.

 

È una sorpresa scoprire che, in questo mondo che va sempre di fretta, c’è qualcuno che ha scelto di vivere controcorrente. Cosa ti ha portato a riappropriarti dei tuoi tempi?

Sono sempre stata, come si suol dire, una “workaholic”. Quando faccio una cosa mi ci impegno con tutta me stessa e ho rischiato più volte il burn out. La cosa più brutta, in questi momenti, è che non riesci nemmeno a capire quello che ti sta succedendo, il corpo ti manda dei segnali e tu non sai perché. Poi è arrivata la maternità e posso dire, sinceramente, che sono stati i tempi lunghissimi dell’allattamento che mi hanno obbligato in qualche modo a fermarmi. Stare seduta o stesa per ore senza poter fare niente se non nutrire un’altro essere umano mi ha dato un’altra prospettiva sull’uso del tempo, mi ha fatto rallentare, mi ha dato modo di riflettere e di capire che stavo correndo freneticamente non si sa nemmeno per raggiungere che cosa. E allora ho pensato che anche il mio lavoro, in qualche modo doveva essere così: sostenibile. Alla portata dei ritmi di un essere umano quale sono, con i miei tempi e i miei limiti.

Riesci sempre a conciliare la vita di tutti i giorni con le tue intenzioni “slow”?

Mi piacerebbe dichiarare che ci riesco sempre ma sarebbe una bugia. Ci sono sicuramente i tempi lunghi dell’intagliare i miei timbri, che mi rimettono in contatto con me stessa. Ci sono le passeggiate nella natura, che è per me la fonte di ispirazione principale. Ci sono i tempi trascorsi con la mia bambina ad ascoltare, osservare, imparare, emozionarsi. E poi c’è la corsa frenetica per incastrare tutto questo con i ritmi della produttività, con il mondo che ti circonda e che ti obbliga in qualche modo a correre per adeguarti agli impegni sociali, a quelle cose a cui non puoi sfuggire a meno che tu non sia un eremita…

Printmaker ecosostenibile - LaTuaMomis

Cartoleria ecosostenibile dalle tecniche alla ricerca dei materiali

La tua cartoleria può esser definita 100% ecosostenibile: che supporti/prodotti utilizzi per creare?

Una delle cose sulla quale mi impegno di più è la ricerca dei materiali. Io sono una printmaker quindi l’unica cosa che non produco da me è la carta ma è fondamentale che quella che uso sia riciclata e prodotta in maniera sostenibile. La mia cartiera preferita è senz’altro la Favini, che si impegna da anni nella ricerca per creare delle carte riciclate di altissima qualità utilizzando scarti delle lavorazioni agroindustriali, scarti del pellame o addirittura scarti della lana per sostituire la cellulosa. Poi c’è Growingpaper, che produce la carta piantabile in maniera sostenibile. Ma la ricerca non si limita alla carta. Per rilegare utilizzo solo corde in canapa e da poco anche il lino naturale prodotto in Italia. Per stampare uso inchiostri a base d’acqua e la mia ricerca non si ferma mai. Adesso sto cercando di capire se per la mia tecnica di stampa a mano posso usare inchiostri prodotti in Italia basati solo su tinte naturali.

Scrivere su quaderni e taccuini. Stampare delle foto o recuperarle dai cassetti ed inserirle in un album. Imprimere un timbro sulla carta. Utilizzare prodotti fatti a mano, con cura e materiali naturali: credi che tutte queste azioni abbiano ancora il potere di riconnetterci con la natura e con noi stessi?

Ci credo fermamente. Il bene più prezioso che abbiamo su questa Terra è il tempo. Custodire e tramandare la memoria, coltivare la bellezza che è dentro di noi scrivendo, disegnando, osservando il mutare delle stagioni, ci riconnette con noi stessi. Se ognuno di noi rispettasse se stesso e i propri tesori, probabilmente riuscirebbe anche a rispettare la Natura e i suoi tesori.

Chi si rivolge a te? Hai mai ricevuto qualche richiesta davvero particolare che ti è rimasta impressa?

Le persone che si rivolgono a me sono davvero speciali. Dalle aziende, come l’Occitane, che hanno come mission la sostenibilità, alle librerie indipendenti, che credono ancora nel valore dei prodotti fatti a mano, alle scrittrici, disegnatrici, ambientaliste, femministe, madri, amiche, sorelle, amanti, colleghe… ogni giorno questo lavoro mi mette in contatto con persone speciali. Persone che sono in grado di stimolare la mia creatività con le loro richieste, che mi spingono sempre a guardare oltre, che mi portano a reinterpretare in un nuovo modo le mie idee. Un’esperienza bellissima.

Quaderni in carta riciclata e stampe ecosostenibili

Nel tuo blog racconti storie di artigianato e doni piccole dritte su ritmi sostenibili. Lo arricchisci di tutorial, tips e pensieri creativi, senza mai tralasciare l’attenzione verso il sé più profondo. Quanto credi che un tempo e una stanza tutta per sé (come diceva Virginia Woolf) possano contribuire a rendere il mondo un posto migliore?

Credo che sia una delle cose fondamentali. Avere una stanza tutta per sé, un tempo tutto per sé, per una donna è un passaggio mentale oltre che fisico. Non si tratta solo di crearsi un proprio spazio reale, che pure è importante, ma di avere ben presente che il proprio spazio creativo e d’espressione deve esistere e va difeso nonostante tutto, contro tutto e contro tutti. E questo per una donna vale oggi come cent’anni fa, come mille anni fa, come un milione di anni fa. Se le donne riuscissero tutte a fare questo salto mentale e a metterlo in pratica, a difenderlo attraverso delle leggi, modificando lo stato sociale, mettendo in atto delle pratiche di condivisione dei saperi, dei vissuti, invece che restare ognuna rinchiusa nella propria quotidianità a inseguire il folle puzzle che sono diventate le nostre giornate (e parlo anche per me, ovviamente), probabilmente il mondo sarebbe un poco migliore.

Si sa, noi di Greeda abbiamo un debole per le cose fatte dalle donne per le donne. Non potevamo non appassionarci alla tua rubrica “Le signore della linoleografia”. Come ti è venuta questa idea?

La mia idea è che il networking per le donne è un elemento fondamentale di crescita. Quello che mi piacerebbe fare sarebbe dar vita a un portale, un luogo di condivisione in cui le printmakers che usano le tecnica dell’intaglio possano incontrarsi, scambiarsi i propri saperi e ispirarsi a vicenda, un po’ come il “Ladies drawing nights”. Incontrarsi per far crescere il proprio bagaglio creativo insieme. La rubrica “Le signore della linoleografia” voleva essere un primo step in questa direzione.

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Un grazie speciale a Marcella per questa meravigliosa intervista. Se siete giunti fino a qua non vi resta che seguire LaTuaMomis sui social!

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