Quanti di noi si sono trovati, almeno una volta nella vita, davanti al classico: “Sì, va bene, ma chi te lo fa fare?”. Molti, ne sono sicura. Sentirsi pesci fuor d’acqua in un mondo che fa fatica ad ascoltare, a trovare il tempo di capire ed il coraggio di rimboccarsi le maniche e cambiare: sensazione assai più comune di quel che si pensi.
Ma non disperiamoci: ci sarà sempre chi non riuscirà a stare a guardare, chi sentirà di dover fare qualcosa – spesso da solo, a volte riuscendo a trainare qualcun altro – chi non si arrenderà davanti a ciò che non starà andando nel verso giusto.

Siamo tutti un po’ colibrì. Quando ci spostiamo in bicicletta, separiamo il vetro dalla plastica o cerchiamo di capire da dove arrivi l’avocado al bancone del supermercato; quando chiudiamo il rubinetto mentre insaponiamo le mani, piantiamo un orto in terrazzo o scegliamo di vestirci prima di tutto con la testa. Mettiamo tutti in atto la strategia del colibrì, senza saperlo. Portiamo nel becco, una dopo l’altra, senza mai stancarci, milioni di goccioline d’acqua, per tentare di spegnere l’incendio che è scoppiato nella foresta. E ci troviamo puntualmente davanti ad un leone che non riesce a trattenere le risate per il nostro gesto, perché noi, così piccoli, cosa pensiamo di fare contro un evento talmente tanto grande? Forse niente. Forse tutto.

Frase dal lubro "La strategia del colibrì"

Facciamo la differenza, senza dubbio. “Non lo so ancora, ma faccio la mia parte”: il colibrì è il protagonista di una splendida favola africana che rende attuali, tangibili ed importanti i nostri sforzi.
La strategia del colibrì. Manuale del giovane eco-attivista (Edizioni Sonda, 2013, 200 pagine, 14 euro), è più di una semplice guida. Perché è vero, si parla tanto di sostenibilità, permacultura, cambiamenti climatici, ma ci siamo mai fermati un attimo a pensare, realmente?
Sappiamo davvero come siamo arrivati fin qui? E come possiamo recuperare il tempo perso, come possiamo agire ora che con questa situazione siamo costretti a fare i conti?

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad ondate di giovani che hanno sbattuto in faccia ai grandi politici di tutto il mondo la questione ambientalista, rimasta ignorata per troppo tempo. Tanti colibrì sono riusciti, insieme, a smuovere una situazione che pareva fossilizzata, a scuotere miliardi di coscienze assopite.
Possiamo cambiare le cose, sempre. La strategia del colibrì ci aiuta a farlo.
Nove capitoli che prendono in considerazione tutti gli aspetti cui dobbiamo far fronte quotidianamente: mura domestiche, traffico, cambiamenti climatici, 4 R, consumi, alimentazione, vestiti, viaggi e globalizzazione. Ogni problema viene investigato, approfondito, analizzato nelle sue più piccole componenti, portandone alla luce i punti critici. Per ognuno di essi vengono suggerite soluzioni, raccontati esempi virtuosi di realtà locali o provenienti dall’altra parte del Pianeta; si ripercorrono le tappe passate e si pensa al futuro. Ogni sezione è poi accompagnata da consigli su letture, siti web, film e documentari cui far riferimento per ottenere maggiori informazioni sull’argomento trattato, nonché dalle speciali illustrazioni di Eszter Kiskovács (https://www.behance.net/eszterkiskovacs).

Illustrazione sul tema come vestirsi senza denudare la terra


Una sfida continua che mira a smantellare le abitudini consolidate, a mettere in atto piccoli nuovi accorgimenti, a ridurre l’impronta che ogni giorno lasciamo sulla Terra, ad alleggerire il debito ecologico che peserà su chi arriverà dopo di noi. A pensare che un modello di vita differente possa esistere e, soprattutto, possa farsi spazio in una società che corre sempre troppo veloce e che sembra non volersi render conto di ciò che gli succede. Si tratta di un manuale pubblicato qualche anno fa, eppure ancora decisamente attuale ed esaustivo, ideato per i giovani, sì – perché prima si comincia a fare qualcosa e prima si evita che il comodo ed intramontabile “Comincio domani” diventi “È troppo tardi”– ma è un manuale per tutti, e sarebbe bello, come spera l’autore, se riuscisse a passare di generazione in generazione, per diffondere l’idea che le scelte di vita fuori dagli schemi imposti dalla cultura odierna non solo non comportano privamenti di alcun tipo, ma migliorano l’esistenza, rendendola più completa e consapevole.


Lo scrittore Alessandro Pilo è un giovane sardo che fin da piccolo ha a cuore le tematiche ambientali. Ha vissuto, studiato e lavorato in Cile, Venezuela, Portogallo e Ungheria, portando avanti progetti di educazione ecologica. Attualmente vive a Budapest, scrive su diverse testate online (La Stampa, Wired, VICE, Focus) e tiene un meraviglioso blog, Pensiero a pedali.
“Provo a vivere da vent’anni una vita sostenibile, con la strana sensazione di nuotare sempre controcorrente.”, è ciò che dice. E noi di Greeda non possiamo far altro che sentirci fiere di andare nella sua stessa direzione.


Lo trovate qui:
Sito: http://pensieroapedali.com/
Facebook: https://www.facebook.com/pensieroapedali/
Instagram: https://www.instagram.com/pensieroapedali/