Ogni giorno ci impegniamo per vivere a basso impatto ambientale. Curiamo l’alimentazione, gli sprechi, la scelta dei vestiti. E cerchiamo la soluzione migliore per per spostarci: ci svegliamo all’alba per prendere il primo treno, o per non finire accartocciati tra mille altre facce all’interno del bus. Pedaliamo a più non posso per arrivare puntuali a lavoro. Camminiamo spediti con borse, pacchi, buste della spesa. O acquistiamo macchine che inquinino il meno possibile. Ma ci domandiamo mai dove stiamo facendo procedere scarpe e ruote? Quali sono i materiali che compongono l’asfalto che quotidianamente calpestiamo?

Abbiamo scoperto Iterchimica, azienda nata negli anni sessanta, ed attualmente leader a livello italiano nella produzione di manti stradali ecosostenibili. Adottando una filosofia caratterizzata da continua ricerca e sperimentazione di materiali high-tech ed ecologici, l’impresa si impegna a produrre strade sicure e durature, senza mai perdere di vista la salute del Pianeta. Come è possibile ridurre l’inquinamento, recuperare le pavimentazioni pre-esistenti e utilizzare additivi come il grafene? Ne abbiamo parlato con Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica.

 

Come è nata l’idea di Iterchimica?

Iterchimica è stata fondata nel 1967 da mio padre Gabriele Giannattasio. Erano gli anni del boom economico e gli investimenti nelle infrastrutture erano fondamentali per la crescita del Paese per rispondere alle nuove esigenze dettate da una motorizzazione in costante crescita. L’idea di fondare un’azienda nella produzione di additivi per il miglioramento delle pavimentazioni stradali fu geniale perché precorreva la necessità di avere una rete stradale resistente e sicura, attraverso l’aumento delle prestazioni dell’asfalto ed elevando gli standard di manutenzione.

 

 

Su cosa si fonda la vostra filosofia?

Si fonda sull’idea di rendere le strade più performanti, durature e al contempo ecosostenibili.

L’asfalto è il materiale sul quale ciascuno di noi passa gran parte del proprio tempo e spostarsi è attualmente un’esigenza fondamentale che non può prescindere dalla necessità di avere strade sicure e resistenti.

Allo stesso tempo il nostro impegno è accompagnato da una forte attenzione alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, attraverso lo sviluppo di prodotti e tecnologie green e l’utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale.

 

In che modo collaborate con i principali atenei e istituti di ricerca italiani?

Iterchimica collabora attivamente e continuativamente con Professori, Atenei Universitari e Istituti di Ricerca, non solo italiani ma anche europei ed internazionali.

Le attività svolte sono molteplici e possono riguardare sia la caratterizzazione chimico-fisica dei nostri prodotti, sia lo studio prestazionale delle miscele confezionate, sia la fase di Ricerca & Sviluppo di tecnologie innovative e altamente tecnologiche.

 

Nel 2017 avete brevettato un supermodificante a base di grafene, sperimentato poi l’anno successivo, nel primo tratto di strada al mondo contenente, appunto, questo additivo. In cosa consiste la tecnica e qual è il suo obiettivo?

Il supermodificante a base di grafene, denominato Gipave, è il frutto di un progetto di ricerca durato tre anni, finanziato da un bando di Regione Lombardia (POR FESR 2014-2020/innovazione e competitività) e sviluppato in collaborazione con Directa Plus, G.Eco (gruppo A2A) e l’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Il prodotto è aggiunto direttamente all’impianto durante la produzione dell’asfalto, pertanto il suo utilizzo non richiede modifiche delle attrezzature o particolari accorgimenti.

Sin dall’inizio il prodotto è stato creato con lo scopo di incrementare le prestazioni rispetto all’asfalto tradizionale e la prima sperimentazione su strada ha dimostrato che l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Infatti, ad oggi, i risultati della sperimentazione hanno dimostrato che la nuova tecnologia consente di migliorare le prestazioni delle pavimentazioni stradali aumentandone la durata del 250%.  Inoltre, la maggiore durabilità delle pavimentazioni contribuisce a prevenire la formazione di buche  con conseguente riduzione dei costi di manutenzione e degli impatti ambientali.

Famiglia Gianattasio Iterchimica

Siamo piacevolmente rimaste colpite dalla vostra attenzione allo sviluppo di tecnologie e processi produttivi a basso impatto ambientale. Ce ne volete parlare?

Siamo quotidianamente impegnati a dimostrare che è possibile ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente grazie alle innovazioni tecnologiche che nascono nei nostri laboratori. Si può aumentare il ciclo di vita delle pavimentazioni stradali, riducendo quindi il consumo di suolo e di materie prime non rinnovabili. Si possono progettare e realizzare strade interamente green e sostenibili utilizzando il 100% del vecchio asfalto.  Attualmente è possibile produrre a temperature più basse rispetto a quelle tradizionali, con una sostanziale riduzione delle emissioni in atmosfera e trattare poi le superfici con materiali che mangiano lo smog. Le tecnologie esistono e sono tutte italiane e confidiamo che sarà l’Italia a promuoverle e ad usarle per prima.

Per conoscere meglio l’azienda, ecco qualche link: sito, Facebook, Instagram