Punto e a capo. Voltare pagina, tornare indietro e provarci di nuovo. Chi di voi si è mai trovato di fronte alla necessità di ricominciare o dare una seconda chance a qualcosa che si pensava ormai come a un ricordo del passato?

Il progetto “Da Capo – vestiamoci di nuovo” si sviluppa attorno all’idea di ridare vita a capi usati e al contempo offrire la possibilità alle persone di rimettersi in gioco. Non per niente l’utilizzo “Da Capo” ha in questo contesta un doppio significato. Ma per non rovinare questa intervista, non aggiungiamo nient’altro: lasciamo la parola a Elisabetta e Simona.

Le ragazze del progetto "Da Capo" rivestiamoci di nuovo a Torino

Come è nato il vostro progetto “Da Capo – vestiamoci di nuovo? ” e di cosa si tratta? 

Da capo è un progetto della Cooperativa sociale Giuliano Accomazzi, che da oltre 30 anni lavora sul territorio torinese per promuovere un welfare comunitario.

Da capo è un colorato negozio di abiti e accessori usati, che genera valore sociale e ambientale: commercializza abbigliamento ad un prezzo accessibile anche alle fasce più fragili e sostiene percorsi di inserimento lavorativo di donne attraverso attività di sartoria. 

La sede è in via della Consolata 8/d a Torino, tra il centro della città e Porta Palazzo, uno dei quartieri più multiculturali di Torino, un luogo che è fucina di nuove pratiche sociali e di nuovi modi di fare comunità.

Il negozio offre una vasta scelta di capi e accessori per la donna e per l’uomo, che provengono interamente da donazioni: grazie alla collaborazione con alcuni partner possiamo offrire abiti second-hand accuratamente selezionati e di qualità; inoltre, in questi ultimi mesi, abbiamo iniziato anche a ritirare capi portati direttamente in negozio e selezionati attentamente insieme ai donatori.

Il laboratorio sartoriale, dotato di macchine da cucire industriali e di una postazione per lo stiro, è stato allestito durante l’estate 2020 grazie anche al sostegno finanziario del programma Pon Metro Torino. In questo spazio le donne in inserimento lavorativo hanno modo di sperimentarsi e di apprendere competenze sartoriali, al fine di dare una seconda vita ai capi non solo attraverso le riparazioni, ma anche attraverso il refashion e l’upcycling nell’ottica di un’economia davvero circolare.

Il nome “Da capo” racchiude in sé l’essenza di quelli che sono gli obiettivi progettuali: da un lato il rimettere in circolo abiti usati che hanno ancora un valore e possono quindi “tornare a vivere” invece di finire al macero e dall’altro un “Da Capo” per le persone che sono inserite in percorsi lavorativi all’interno del progetto, perché possano sperimentare la possibilità di rimettersi in gioco.

Il vostro negozio non è un semplice negozio. All’interno di esso, infatti, vi è la possibilità di partecipare ad alcuni laboratori. Quali sono le attività che si svolgono?

Uno degli obiettivi del progetto è quello di ospitare iniziative rivolte al territorio e laboratori come occasioni per sperimentare modelli di reciprocità tra cittadini. L’attuale situazione ci impedisce di poter organizzare questa tipologia di iniziative, ma ci stiamo attrezzando per poterlo fare non appena sarà possibile ritornare a svolgere attività aggregative.

Nel frattempo abbiamo iniziato a sviluppare il re-fashion dei capi: al momento si tratta di un’attività in fase sperimentale condotta dalle lavoratrici direttamente coinvolte nel progetto, ma ci ha permesso di non fermarci anche quando il negozio è stato costretto alla chiusura durante il lockdown di Novembre.

Di recente avete concluso una campagna di crowdfunding su starteed chiamata “Kit Nascita Da Capo Baby”. Di cosa si tratta di preciso? 

Questa campagna ha previsto la raccolta fondi per la creazione di 20 kit nascita composti da indumenti e prodotti per il neonato e la neo mamma per essere donati alle famiglie che stanno attraversando un momento di particolare fragilità. Questo per sopperire sia ad un bisogno materiale, sia per inserire le famiglie all’interno di una rete di servizi dove potranno trovare supporto per i primi anni di vita del bebé.

Per questo progetto noi di Da capo abbiamo confezionato una vestaglia a forma di stellina che è stata inserita all’interno del kit nascita, in abbinamento ai rewards per coloro che hanno sostenuto la campagna. Chi ha donato, infatti, ha avuto in omaggiato una delle nostre creazioni: fasce per capelli, pins in stoffa, mascherine in cotone e shopper double face, tutto confezionato nel nostro laboratorio partendo da tessuti di recupero, nell’ottica di una sostenibilità ambientale.

Avete qualche sogno nel cassetto per questo progetto? In che direzione vi piacerebbe si sviluppasse? 

Abbiamo grandi progettazioni per il futuro: vogliamo riuscire ad essere sempre di più un punto di incontro per la comunità organizzando momenti aggregativi e laboratori per trasmettere una cultura della sostenibilità ambientale e della sussidiarietà da un punto di vista sociale. Un altro obiettivo a cui teniamo molto è quello di diventare sempre più riferimento come sartoria sociale sul territorio torinese e laboratorio in cui si modificano, trasformano e si creano nuovi capi di abbigliamento partendo da tessuti non più commercializzabili…e perché no, creare una linea tutta nostra di abbigliamento!

Seguite il progetto su:

Sito web: vestiamocidacapo.it

Facebook: @dacapovestiamocidinuovo