Il sito web italiano di bioarchitettura: Architettura Ecosostenibile

Se si fa un bel giro fuori dalla stazione di Milano Porta Garibaldi e si sale la scalinata di Gae Aulenti percorrendone la piazza, si arriva a quello che ormai tutti conoscono come il parco “Biblioteca degli alberi“. Verso fine maggio, quest’ultimo era cosparso di meravigliosi fiori selvatici ed era uno spettacolo quasi surreale osservarli dal basso con i grandi e imponenti grattacieli a fastragliarne lo sfondo. Il magico connubio tra innovazione e natura crea paesaggi sorprendenti. Se ci si stende nell’erba verde di questo parco e si alza il naso all’insù, il progetto di Stefano Boeri “Bosco Verticale” apparirà di fronte ai nostri occhi ricolmo di alberi tra vetrate e cemento. Anche questo è uno spettacolo inusuale per chi è abituato a vedere le città come enormi casse di cemento in cui si fatica a respirare.

Ciononostante, il futuro dell’architettura si sta sempre di più concentrando sulla parola “sostenibilità” e gli scenari urbani avranno modo di modularsi e cambiare attraverso innovazioni sempre più tecnologiche. L’Architettura ecosostenibile è difatti un argomento affascinante soprattutto se si pensa ai tanti aspetti ad esso legati. Per addentrarsi in questo ambito e capirne meglio i particolari, ma soprattutto per capire cosa significa la parola sostenibilità in riferimento ai materiali, alle strutture e alle funzionalità, serve un piccolo aiuto. Potevamo mai tirarci indietro? Abbiamo chiesto ad Antonia Guerra, direttrice del sito architetturasostenibile.it di dedicarci un’intervista per introdurre l’argomento.

Antonia Guerra, direttore del sito web "Architettura Ecosostenibile"

L’intervista ad Antonia, direttrice di Architettura Ecosostenibile

Abbiamo scoperto che l’idea di raccontare sul web l’architettura ecosostenibile è nata mentre frequentavi l’università. Cosa ti ha affascinato così tanto da farti iniziare questo progetto?

L’idea che ci fosse un modo nuovo, eppure per molti versi antico, di costruire nel rispetto dell’ambiente.
Quindi ho deciso di esplorarlo svolgendo delle ricerche nella biblioteca di facoltà. Per ognuno degli argomenti di cui leggevo confezionavo brevi articoli, che ho subito iniziato a condividere con il pubblico del web.
E’ così che, ben 10 anni fa, è nato il progetto di Architettura Ecosostenibile.

Sei dunque partita da qualche articolo e un’innata curiosità verso questo argomento. Ma come si è evoluto negli anni il sito web Architettiura Ecosostenbile?

Da piccolo blog personale il sito è cresciuto rapidamente grazie all’interesse del pubblico ma anche e soprattutto dell’aiuto di professionisti dell’architettura che hanno scelto di collaborare come autori condividendo con i lettori le proprie conoscenze in fatto di progettazione sostenibile.
Abbiamo formato quindi una redazione giovane e numerosa (per lo più al femminile!), con cui a giugno di quest’anno ho avuto il piacere di festeggiare i 10 anni del sito con una gita di 3 giorni a Londra “full immersion” nell’architettura contemporanea. Viviamo tutti in città europee diverse e ritrovarsi per festeggiare un traguardo così importante è stato emozionante!

Sul vostro sito web ci sono diverse sezioni che spaziano dal design al riciclo creativo. Noi ci siamo innamorate di quella chiamata “Mappa” dove è possibile vedere vari progetti architettonici green navigando in giro per il mondo. Ma quali sono alcune delle caratteristiche che deve avere un progetto per essere considerato “sostenibile” dal punto di vista architettonico?

Quella della Mappa è una sezione relativamente nuova, che mi è molto cara perché consente di visualizzare immediatamente la posizione geografica dei progetti di cui abbiamo scritto sul sito. E’ utile anche nella programmazione degli itinerari di viaggio!
“Sostenibile” è un termine generico che si usa per progetti rispettosi dell’ambiente. Il tema però è molto tecnico e sono tante le certificazioni che attestano la sostenibilità di un progetto, valutando caratteristiche che vanno dalla scelta del lotto a quella dei materiali, dall’efficienza energetica all’accesso ai trasporti pubblici.

La redazione della rivista online "Architettura Ecosostenibile"

L’Italia è un paese ricco di arte e di architettura. Come pensi sia il nostro approccio verso la bioedilizia e l’architettura sostenibile? Ci sono dei progetti in corso che pensi valga la pena seguire con più attenzione?

La sensibilità ai temi dell’architettura sostenibile in Italia si sta finalmente radicando. Un approccio generale è difficile da definire, ma un filo conduttore può essere trovato studiando i nuovissimi e numerosi progetti di Milano (City Life, Torre Bonnet, il nuovo policlinico di Boeri, il recupero dei Gasometri di Bovisa, la biblioteca degli alberi…), dove l’attenzione è concentrata da un lato sull’integrazione del verde e di materiali naturali, dall’altro sull’applicazione di tecnologie innovative per il risparmio energetico.

Su Instagram leggiamo che vivi a Londra. Di cosa ti occupi in questa città? C’è un edificio in particolare che ti piace e che più ti rappresenta come “green woman”?

Londra è una città che, dopo un lungo periodo di diffidenza, ho imparato ad amare.
La apprezzo come progettista perché offre la possibilità di lavorare a progetti davvero unici (sono specializzata in progettazione di aeroporti e sto lavorando al progetto dell’espansione di Heathrow, il principale aeroporto del Regno Unito) e come appassionata di architettura per via delle numerose opere di riqualificazione urbana che rivoluzionano interi quartieri con nuovi edifici ma soprattutto progetti dello spazio pubblico curati nel dettaglio. Mi riferisco, tra gli altri, alla nuova area di King’s Cross con Granary Square e Coal Drops Yard di Heatherwick, o alla recente riqualificazione dell’area intorno alla Battersea Power Station.
Ma se dovessi scegliere un edificio su tutti direi il Gherkin di Foster+Partners, tra gli edifici più moderni, seppur più datati della City. I criteri di sostenibilità adottati sono all’avanguardia e penetrano a fondo nel progetto architettonico, definendone l’aspetto senza tempo.

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Ringraziamo calorosamente Antonia per la sua disponibilità e vi invitiamo a seguire il suo progetto su:

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