Basta un giro nelle fiere o nei negozietti di quartiere (compresi quelli nelle viuzze meno battute ma più caratteristiche). Una passeggiata tra le bancarelle. Un click anche sovrappensiero su instagram o su un qualsiasi sito o portale di handmade, per rendersene conto: siamo sommersi di creatività.

Ci sono tantissime mani, intorno a noi, in grado di realizzare cose bellissime, spesso partendo da materiali poco nobili, o addirittura da scarti; e ci sono anche tantissime realtà che, mosse da obiettivi di natura sociale, sono attive sul territorio per la raccolta di questi scarti da cui ricavare fondi utili per portare avanti le proprie iniziative.
Come a dire: tutto serve, tutto è utile e tutto ha valore, se glielo riconosciamo e se non ci fermiamo ad una valutazione frettolosa!

Ecco quindi per voi il nostro speciale elenco di 10 cose da non buttare più ma da raccogliere e donare a chi potrà farne buon uso!

1) Ombrelli rotti

La Sartoria Sociale Lister, in quel di Trieste, è un atelier dove si svolgono attività di sartoria, maglieria ed arredo partendo esclusivamente da materiali tessili riciclati. “Oggetti e capi dismessi, poveri oppure anonimi vengono destrutturati e ricostruiti in pezze e gomitoli, lavorati a maglia, cuciti e trasformati incrociando sperimentazione e tecniche tradizionali”.

Queste attività coinvolgono persone provenienti dall’area dello svantaggio (la Sartoria è una Cooperativa Sociale di tipo B in rete con le istituzioni del territorio) e possono rappresentare una concreta opportunità di riscatto e reinserimento. Dal lunedì a venerdì chi volesse passare dalla Sartoria la troverà aperta dalle 8:30 alle 17:30, con orario continuato! “Degli ombrelli rotti” – ci spiega al telefono una delle persone della Cooperativa – “utilizziamo sia i manici, con cui realizziamo degli appendiabiti, che la tela, con cui cuciamo delle shopper oppure frisbee ed aquiloni durante i nostri laboratori per bambini”.

Per gli ombrelli rotti si può fare riferimento anche ad Alessandra, che nella sua stanzetta del riciclo, a Villacidro (Sud Sardegna), trasforma la tela degli ombrelli rotti in bellissime shopper e riserva a chi dona i propri ombrelli dismessi il 10% su un acquisto nel suo shop.

2) Tappi di sughero e 3) tappi di plastica

Nel caso del sughero optare per la pattumiera è davvero un sacrilegio: il sughero è un materiale naturale che ha infinite proprietà ed infiniti usi possibili, soprattutto nel campo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile. Giorgio Furlani, Referente della Fondazione Malattie del Sangue Onlus, ce lo ha spiegato bene:

“Le querce da sughero crescono solo in area mediterranea, ed hanno tempi di maturazione molto lunghi: la prima decorticazione avviene infatti dopo 25 anni dalla piantumazione, e le successive ogni 10 anni. Quello che se ne ricava però è il miglior isolante termico e acustico naturale che ci sia. Sprecarlo conferendolo, come qualche Comune suggerisce, nell’umido (sbagliato perché il sughero non è compostabile e non marcisce) o nell’indifferenziato (sbagliato perché brucia molto più lentamente di tutto il resto), è davvero uno spreco. Bisognerebbe elaborare una norma che regoli meglio la sua gestione, anche perché ogni anno in Italia vengono gettati erroneamente nella spazzatura 800 milioni di tappi di sughero, per un valore commerciale di circa due milioni di euro”.

Riciclare i tappi da sughero fa bene!

La Fondazione Malattie del Sangue Onlus si occupa da oltre 20 anni della cura e dell’assistenza a persone affette da leucemie, linfomi, mielomi, anemie e malattie della coagulazione. Le attività della Fondazione, che in particolare supporta i pazienti dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano mettendo a loro disposizione figure professionali e attrezzature d’eccellenza, riguardano anche i trattamenti farmacologici e la ricerca clinica e biologica.

La raccolta dei tappi di sughero e di plastica è una delle attività che la Fondazione porta avanti per raccogliere fondi. E lo fa con successo. Come raccontato sul sito infatti, “i livelli attuali della raccolta permettono di finanziare un contratto annuale per un biologo genetista. Nel 2017 sono state raccolte oltre 150 tonnellate di tappi, per un valore complessivo di 23.625 euro al netto delle spese di gestione legate alla raccolta (automezzi, gasolio, autostrada ecc.), interamente destinati al sostegno di un contratto per biologo genetista dedicato agli studi del Laboratorio di Ricerca dell’Ematologia di Niguarda”. Cosa aggiungere, se non che raccogliere tappi di plastica e di sughero può davvero fare la differenza? Chi volesse contribuire può portare i tappi (ATTENZIONE: separando sughero e plastica!) direttamente all’Ospedale Metropolitano Niguarda (Piazza Ospedale Maggiore 3, Milano) al Padiglione 14 – Scala 14. Il consiglio è di mettersi comunque prima in contatto con Giorgio tramite mail. Anche chi non fosse di Milano può contattare Giorgio per avere indicazioni su dove conferire il tutto (la Fondazione ha diversi punti d’appoggio sul territorio).

4) Fogli da fotocopia scritti solo da una parte, 5) contenitori delle uova, 6) vasetti di yogurt, 7) vaschette di plastica (per esempio quelle con cui sono confezionate frutta e verdura)

“La scuola di oggi è un esercizio quotidiano di creatività” ci racconta Beatrice, insegnante d’esperienza in una scuola primaria di Milano. “Le risorse limitate e il desiderio di non gravare troppo sul bilancio delle famiglie ci hanno portato a fare di necessità virtù, scoprendo che molte delle esigenze di tutti i giorni possono essere soddisfatte attraverso il recupero e il riciclo: per esempio, i fogli da fotocopia scritti solo da una parte (quanti se ne producono quotidianamente in ufficio o in azienda?) che mettiamo a disposizione dei bambini per disegnare; i vasetti dello yogurt, perfetti per distribuire la pittura senza sprechi; i contenitori delle uova, che utilizziamo per seminare le piantine del nostro piccolo orto prima di trasferirle in vaso; le vaschette di plastica in cui si trovano la frutta e la verdura del supermercato, che usiamo per dividere matite e pennarelli e per organizzare i giochi più piccoli e le minuterie. Se avete figli in età scolare, oppure se avete una scuola vicino a casa…entrate e chiedete cosa potrebbe servire!”.

8) Camere d’aria di bicicletta esauste

Sì, anche loro possono essere conferite virtuosamente! Come? Per esempio rivolgendosi a Marta, artigiana che si “nasconde” dietro i meravigliosi gioielli Back From Rubbish.

Back from Rubbish - riciclare camere d'aria

“Io raccolgo le camere d’aria presso tre o quattro ciclofficine in città (Terni, ndr), che ormai mi conoscono e me le fanno trovare belle pronte e imbustate” ci racconta. “Faccio una prima selezione di quanto raccolto in base al livello di usura e poi sottopongo le camere d’aria selezionate a due lavaggi: uno manuale più leggero e uno più potente in lavatrice. A questo punto faccio un’ulteriore selezione in base all’odore, perché qualche pezzo ha un odore persistente che non va via nemmeno col lavaggio. Dopo il lavaggio lucido le camere d’aria con un qualsiasi sgrassatore, e poi taglio e assemblo il tutto in base al disegno che ho ideato.. e realizzo le mie creazioni. Durante l’anno partecipo a molte fiere e mercatini, per cui chi volesse aiutarmi portandomi camere d’aria in disuso in queste occasioni mi farà felice!”.

9) Coperte lise e 10) maglioni infeltriti.

L’Associazione Miciopolis di Vigevano (PV) è stata fondata nel 2015 per volontà di un gruppo di persone amanti degli animali e dei gatti in particolare, con alle spalle diverse esperienze in quest’ambito. Scopo dell’associazione è, appunto, la tutela del gatto attraverso la prevenzione del randagismo e l’attuazione di una politica di sterilizzazione volta alla diminuzione delle nascite e di conseguenti abbandoni e malattie.

Nel mese di settembre 2018, l’Associazione ha inaugurato la propria Oasi Felina, che per funzionare – come ci spiega una volontaria – ha bisogno davvero di tantissime cose: “Non solo donazioni in denaro, ma anche cibo per i mici, volontariato…e, perché no, anche materiali che apparentemente potrebbero non avere valore ma che per noi ne hanno molto. Qualche esempio? I vecchi maglioni infeltriti e le coperte di lana usurate o bucate, che noi utilizziamo come rivestimento e imbottitura delle cucce”.

Samo riusciti a dimostrarvelo, con questi rapidi esempi, che davvero “Tutto serve, tutto è utile e tutto ha valore”?? Buona raccolta (virtuosa) a tutti!